Premio per lo sviluppo sostenibile 2013

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Se sei un imprenditore che progetta i propri prodotti e servizi con una particolare attenzione per l’eco-design
oppure
se svolgi una attività agricola o connessa all’agricoltura mantenendo un forte orientamento allo sviluppo sostenibile, dal biologico alla filiera corta, dalla conservazione del paesaggio all’agriturismo, fino all’utilizzo di energie rinnovabili
oppure
sei titolare o socio di una start-up che opera nel settore della green economy,
hai l’opportunità di FARTI CONOSCERE partecipando al PREMIO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE organizzato dalla omonima fondazione e da ECOMONDO.
Occorre semplicemente inviare all’organizzatore una scheda sintetica delle tue attività entro il 7 Luglio 2013.
Non riceverai premi in denaro, tuttavia potrai essere il protagonista di  uno specifico evento pubblico in occasione della Fiera di Ecomondo che si terrà a Rimini a Novembre 2013 e potrai sempre utilizzare nelle tue comunicazioni il logo del Premio.
Anche un semplice riconoscimento può dare valore alla tua impresa qualificandola come una realtà attenta all’ambiente ed alla comunità in cui opera.
Per ulteriori informazioni contatta AGEVO FACILE 

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Imprenditori pronti al cambiamento

Imprenditori che gestiscono il CAMBIAMENTO grazie ad un … MANAGER dedicato

Imprenditori che gestiscono il CAMBIAMENTO grazie ad un … MANAGER dedicato

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Un imprenditore degli anni Duemila deve essere sempre pronto a cambiare, cogliendo il buono anche dagli eventi più inaspettati.
Ecco serviti alcuni esempi di “azioni per il cambiamento”:
  • Attivazione di un percorso strutturato, individuale o in raggruppamento fra diverse PMI, di apertura ai mercati esteri, attraverso la promozione dell’export e/o la ricerca di collaborazioni commerciali e produttive in singoli Paesi target (il Manager del Cambiamento può, qui, coincidere o demandare la gestione delle attività al Manager per l’internazionalizzazione);
  • Adozione di standard di comportamento interni alla azienda che siano in linea con i princìpi del “diversity management“, creando un ambiente di lavoro rispettoso di tutte le sfumature umane, che sarà tanto più efficiente quanto più dedicherà attenzione alle specifiche competenze, conoscenze, idee e suggestioni individuali;
  • Monitoraggio continuo e costante dei provvedimenti normativi di fonte statale, comunitaria e regionale capaci di condizionare, con impatti positivi o negativi, il contesto in cui opera l’impresa. Dalla legislazione in tema di sicurezza sul lavoro a quella ambientale, dalla possibilità di ottenere agevolazioni fiscali e crediti di imposta a seguito di comportamenti virtuosi (investimenti in R&S e in efficienza energetica, assunzione di soggetti svantaggiati) all’adozione di particolari regimi – fiscali, giuridici, amministrativi – in grado di facilitare l’attività di impresa (es. start-up innovative, srl semplificata, contratto di rete), dalla richiesta di incentivi e finanziamenti legati a specifici investimenti (innovazioni di processo, ricerca e sviluppo) all’ottenimento e successivi aggiornamenti delle certificazioni obbligatorie e facoltative, in grado di conferire valore all’azienda ed al prodotto (ISO, EMAS, qualità alimentare, ecc.). Il Manager del Cambiamento non è un tuttologo esperto in ciascuna delle materie sopra citate, ma possiede abbastanza dimestichezza con le stesse da attivare i giusti campanelli d’allarme presso i capi-funzione di riferimento;
  • Adozione di pratiche aziendali tese a valorizzare le competenze di tutti i lavoratori, di modo che ognuno si senta “a casa” anche quando lavora. Questa categoria di azioni può inglobarne molte e diverse. Si spazia dalle misure per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro di donne e uomini – asili nido aziendali o in convenzione con terzi, modulazione iper-flessibile degli orari di lavoro, tele-lavoro – alle azioni volte a far sentire a proprio agio e bene accetto ogni collaboratore a prescindere dal sesso, dalla provenienza, dall’orientamento sessuale, dalle opinioni politiche, dalla fede religiosa. A tal fine il Manager del Cambiamento potrà, con l’aiuto di esperti, sondare periodicamente il grado di effettiva integrazione in azienda di ciascun collaboratore. L’obiettivo consiste nella creazione di una comunità di persone, ognuna con le proprie peculiarità (limiti ed eccezionalità), ognuna legata dall’azienda da una specifica relazione – dipendente, collaboratore continuativo od occasionale, fornitore, cliente – ma tutte in grado di esprimere pienamente sé stesse e le proprie competenze. Gli effetti positivi sulla produttività aziendale senz’altro non tarderanno a manifestarsi;
  • Costruzione di reti fra imprese della stessa filiera produttiva (fornitore – produttore – distributore) oppure dello stesso settore o fase di filiera produttiva (es. rete fra imprese della meccanica o fra imprese manifatturiere di un dato territorio), con l’obiettivo di estendere il raggio delle azioni che la singola azienda potrà realizzare in gruppo (es. promozione sui mercati esteri). Perché l’unione fa la forza, soprattutto quando si parte da una dimensione medio-piccola. Il Manager del Cambiamento qui può assumere – o demandare ad altro soggetto – le funzioni di Manager di rete.  La ragnatela di relazioni dall’azienda, più o meno formalizzate e durature, può avere le forme geometriche più varie. E’ possibile partecipare contemporaneamente a più di una rete: in altre parole, nel campo delle unioni fra PMI, la poligamia è ampiamente accettata! Anche perché non esiste un solo tipo di rete, ma diversi e peculiari in termini di impegno reciproco, durata, costi, etc. 

Ecco alcuni esempi di reti: 

– CONTRATTO DI RETE: è la tipologia più giovane di aggregazione, favorita dallo Stato per consentire facilitazioni burocratiche ed agevolazioni fiscali a gruppi o cluster di imprese di un dato settore o filiera. Il contratto lega i partecipanti a vincoli e vantaggi reciproci per un numero predefinito di anni. Si configura, quindi, come una modalità di collaborazione piuttosto stabile e strutturata, pur mantenendo l’autonomia giuridica ed operativa in capo alle singole aziende. In Emilia Romagna ormai da qualche anno la Regione finanzia le PMI che si uniscono in contratto di rete per condividere azioni di promozione su specifici mercato esteri; 

– ATI (Associazione Temporanea di Imprese): guidata dal Mandatario, ha durata limitata al raggiungimento di specifici obiettivi definiti nell’atto costitutivo. La Regione Emilia-Romagna da anni incentiva le ATI per favorire le azioni di promozione delle PMI nei mercati esteri;
– Creazione di una SOCIETA’ DI CAPITALI in compartecipazione con altre imprese o soggetti con l’obiettivo di gestire funzioni aziendali non sostenibili singolarmente (ad es. Srl per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese associate);
– Partecipazione ad un CONSORZIO di imprese mono o pluri-settoriale, regionale o multi-regionale, per l’internazionalizzazione o per la gestione in comune di specifiche funzioni. Il Consorzio ha una personalità giuridica e propri organi di gestione (Consiglio direttivo, Assemblea soci, Collegio sindacale).

Chi è, infine, il tuo Manager del Cambiamento
Ovvero, chi racchiude in un unico soggetto il Manager per l’internazionalizzazione, quello di rete, quello della diversità in azienda, quello che monitora la normativa, e chi più ne ha più ne metta?

Semplice …. AGEVO FACILE !

Se sei un imprenditore o se fai parte di una rete di imprenditori che vogliono essere pronti a gestire il cambiamento, rivolgiti ad AGEVO FACILE !


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Imprenditori pronti al cambiamento

La teoria del suocero allegro ovvero … dell’imprenditore determinato

    Imprenditori pronti al Cambiamento

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    L’imprenditore oggi deve saper cambiare. E’ sempre stato così, ma il tapis roulant corre oggi più velocemente rispetto a pochi decenni fa. 

    Cosa significa “cambiamento“? 
    Con accezione positiva, può essere:
    innovazione tecnologica e ICT
    cambiamento culturale: pari opportunità, meritocrazia, attenzione allo svantaggio
    allungamento della vita media
    consapevolezza ambientale ed ecologica
    diffusione mondiale dell’alfabetismo
    ampliamento delle preferenze dei consumatori
    Cambiamento in negativo può essere, invece:
    crisi economica e/o finanziaria, congiunturale o strutturale

    crescente difficoltà di accesso al credito

    scarsità di risorse umane specializzate

    incremento della concorrenza, leale e sleale, da parte di operatori di Paesi a basso costo del lavoro

    instabilità politica, incapacità dei politici, disonestà e nepotismo alla base delle carriere pubbliche

    iper-burocratizzazione delle procedure richieste dagli Enti pubblici

    formazione di monopoli/oligopoli

    improvvisa e imprevedibile crisi di mercato (ad es. quella causata dall’influenza aviaria)

    frizioni e blocchi dell’attività dovuti alla lentezza della giustizia amministrativa (cause legali infinite, richieste di risarcimento, etc.)

    superamento repentino delle tecnologie attualmente utilizzate ed alto costo di ricambio delle medesime

    crisi del distretto produttivo o del cluster di riferimento

    L’elenco positivo e quello negativo potrebbero continuare. Il problema, o meglio la questione, è l’approccio culturale al cambiamento: a prescindere da quanto questo sia gradito in prima istanza, è sempre utile considerarlo una opportunità invece che una minaccia. O perlomeno, ciascun cambiamento va analizzato e, se possibile, identificato nelle sue componenti “sane” ed in grado, se colte, di accrescere la competitività dell’impresa.
    Il “Manager del Cambiamento” (MC), se è un mago, può trasformare le minacce in opportunità. Più modestamente, se è un semplice essere umano, può dare all’imprenditore un contributo trasversale rispetto ai diversi cambiamenti, con l’obiettivo di coglierne gli effetti positivi per l’impresa in termini di:
    aumento della competitività

    incremento della redditività

    incremento della produttività

    risparmi di funzionamento, energetici, ambientali, etc.

    aggancio all’innovazione di prodotto, di processo od organizzativa

    miglioramento delle relazioni sindacali

    buona gestione delle “diversità” in azienda (disabilità, orientamento sessuale, religioso, politico, pari opportunità fra i sessi, differenze etniche, di costume, culturali) e valorizzazione delle specifiche competenze aziendali

    valorizzazione di aspetti socialmente ed eticamente rilevanti (responsabilità sociale d’impresa, rispetto di valori condivisi in tutta la filiera, etc.)
    valorizzazione di comportamenti eco-sostenibili (certificazione EMAS, rispetto degli animali, tutela del paesaggio, utilizzo di energie rinnovabili)



    Il Manager del Cambiamento rappresenta tanto più una leva di competitività aziendale quando corrisponde ad un’unica persona, fisica o giuridica. In grado, laddove necessario, di attivare competenze specifiche per la risoluzione di problemi puntuali. Il cambiamento necessita, infatti, di una visione di insieme, di una filosofia di impresa aperta ai sommovimenti dell’economia e della società, di una prospettiva che neutralizzi la paura del rischio ed anzi valorizzi i nuovi apporti e punti di vista.
    Non è così semplice come potrebbe sembrare. Per le grandi imprese, tale responsabilità meriterebbe una specifica funzione aziendale. Per le PMI, magari in aggregazione orizzontale o di filiera per fruire di economie di scala, il Manager del Cambiamento può essere un consulente esterno, il cui apporto sarà pienamente efficace solo quando tutti i singoli pezzi dell’impresa saranno pronti ed anzi propensi al cambiamento.

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    Il bruco e la farfalla: dall’idea al progetto alla rete di imprese

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    Come il bruco anela a diventare farfalla, così l’Idea, per essere realizzata, deve diventare un Progetto. Il patrimonio di conoscenze e competenze accumulate da una persona, che potranno essere valorizzate in forma di impresa, è paragonabile ad una delle ali del bruco che lentamente cercano di uscire dal bozzolo. L’altra ala è rappresentata dall’analisi del mercato di riferimento
    Ma per iniziare davvero a volare, occorre tuffarsi nel vuoto senza rete. 
    Il primo istinto di paura potrà provocare una breve caduta che, tuttavia, potrà essere fermata con quello scatto vitale che, per l’imprenditore, altro non è che l’accettazione del rischio di impresa. Il volo avrà quindi inizio, e non sarà facile. 
    Il Progetto di impresa potrà, così, trasformarsi in un “ciclo di vita” che sarà tanto più lungo quanto più sarà sostenuto da curiosità, lavoro, capacità di ascolto, passione, sogno, disposizione al cambiamento, fiducia nei collaboratori e nei partner a monte e a valle della filiera.
    PROGETTO  MERCATO  RISCHIO  ALI  SOGNO  FIDUCIA
    Il viaggio può essere, all’inizio ed occasionalmente nel corso della vita nell’impresa, sostenuto dall’esterno. Come le avversità climatiche in volo sono superabili con maggiore efficacia se si affrontano in uno stormo, così l’imprenditore, soprattutto se di piccola taglia, aggira meglio gli ostacoli se opera in rete, attraverso strutture stabili (contratti di rete) o collaborazioni di scopo (ATI).
    All’inizio è complicato trovare i partner ideali, poi però i frutti di una collaborazione orizzontale o di filiera non tarderanno a manifestarsi. L’unione fa la forza, in particolare sui mercati esteri. 
    L’attuale lungo periodo di crisi può essere paragonato ad una carestia che colpisce il micro-cosmo degli insetti. Come i biologi e gli scienziati naturalistici si preoccupano, in questi casi, di sopperire alla naturale riserva di cibo a disposizione delle farfalle, così lo Stato o l’Unione Europea – attraverso gli Enti territoriali – sono istituzionalmente dedicati al sostegno delle imprese in fasi delicate della loro vita, quali lo start-up o una crisi di mercato che richiede nuovi investimenti o la necessità di rivolgersi a nuovi potenziali clienti.
    RETE  CRISI  ISTITUZIONI  SOSTEGNO
    Questo in teoria! Il quadro arcadico, infatti, è offuscato dall’evidenza di una crisi che, tuttora, è peggiorata dalla contestuale scarsità di risorse pubbliche per lo sviluppo. La farfalla/imprenditore può, quindi, contare su apporti esterni solo fino ad un certo punto. La corazza fatta di competenza, fiducia, disposizione al cambiamento, etc., assieme alla propensione a fare gruppo, rimane il nucleo ineludibile del mestiere di imprenditore.
    Oggi, in particolare, non esistono più scorciatoie.
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    Liberi di rischiare: manifesto della giovane impresa

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    Cosa ci porta a desiderare di metterci in proprio? Forse si tratta di motivi contingenti. Se ti mettono in cassa integrazione e la tua competenza è così specializzata da impedirti, nell’immediato, di trovare un altro impiego, puoi considerare il bicchiere mezzo pieno: solo tu sei in grado di realizzare un certo prodotto. Perché non produrlo e provare a venderlo in autonomia? Forse pensi di non avere competenze specifiche? Hai conseguito la maturità classica, ti sei laureato in scienze politiche e, anche se di scienza politica in Italia avremmo un gran bisogno, non ti senti fruibile sul mercato del lavoro.

    La soluzione, in entrambi i casi, si chiama Idea. Piccola o grande, banale o ricercata, semplice o complessa: l’importante è che sia ambiziosa. 

    Per svilupparla potrai contare sulla tua competenza in una specifica funzione aziendale, portandola a camminare con le proprie gambe. Correndo un sano rischio imprenditoriale, potrai dimostrare finalmente il tuo valore. Oppure, il tuo valore può essere slegato da conoscenze tecniche o scientifiche precise, ma esprimersi con una sensibilità “umanistica” ugualmente spendibile, ad esempio, nel vasto raggio dei servizi per le imprese e per le persone. 

    Prima di essere sviluppata, una Idea deve nascere. Dove, come e quando nasce una Idea?

    La risposta è: nei luoghi, nei modi e nei tempi più inattesi ed improbabili. Alla fermata dell’autobus, in un garage, nella tua camera da letto, pedalando in bicicletta, cucinando, facendo jogging, etc.
    Ma non basta.

    La tua Idea deve essere riconosciuta come innovativa ed originale da un numero di persone sufficiente ad identificare un mercato. L’ideale, si consenta il gioco di parole, è che tale riconoscimento sia mondiale, planetario, universale. Più modestamente, l’originalità potrà essere colta dagli abitanti di una o più città, di una provincia, di una regione o del nostro Paese.  
    METTERSI IN PROPRIO  GRADO DI SPECIALIZZAZIONE  IDEA AMBIZIOSA  RICONOSCIMENTO  ORIGINALITA’
    Semplificando, si può affermare che l’Idea nasce per caso, ma la sua valorizzazione non è mai casuale.

    L`auto-imprenditorialità può essere davvero la tua direzione, a prescindere dal tuo curriculum, e può esserlo più in epoca di crisi che in tempi di crescita. 

    L’Idea deve essere, si diceva, ambiziosa. L’ambizione riguarda il soddisfacimento di un bisogno che ancora non trova risposta. Oppure di un bisogno a cui è data una risposta inadeguata ed insoddisfacente. Il massimo dell’ambizione consiste nel voler “creare” una esigenza a cui nessuno prima aveva mai pensato e, quindi, un nuovo mercato.
    Mai porre freni all’intraprendenza!
    Tuttavia si consiglia, prima di lanciarsi nell’avventura, di studiare con attenzione lo stato dell’arte nei settori e nei mercati in cui si ambisce ad entrare. Per non….scoprire l’acqua calda! 
    CRISI  BISOGNI  CONOSCENZA DEL MERCATO

    L’errore da non commettere è, infatti, un esame disattento del mercato di riferimento. Una Idea può essere tecnicamente, scientificamente, esteticamente, pure oggettivamente bella, ma se è avulsa alla clientela potenziale si trasformerà in un insuccesso. 
    Considerata l’ innata creatività che caratterizza l’essere umano, ogni persona è in grado di dare il suo aiuto al soddisfacimento di bisogni collettivi. 
    In soldoni, siamo tutti dei possibili imprenditori: la valorizzazione di questa dote insita nella nostra natura dipende, oltre che dal contesto di riferimento, anche dalla nostra personale propensione al rischio. 

    CREATIVITA’  RISCHIO  IMPRENDITORE
    In tempi di crisi l’avversione al rischio può certo aumentare ma, nel contempo, diminuiscono le alternative praticabili al “mettersi in proprio”: scarseggia, infatti, la domanda di lavoro alle dipendenze, mentre lo Stato indebitato blocca i concorsi per il reclutamento dei dipendenti pubblici. In tale contesto, l’auto-imprenditorialità rappresenta una delle residue possibilità, oltre che di conseguire un reddito, anche di vedere valorizzate le proprie conoscenze e competenze professionali.

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    Uno sguardo in streaming alla nuova programmazione dei fondi strutturali comunitari 2014-2020

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    Mercoledì 15 maggio alle 9.30 a Bologna, presso la Sala Italia del Palazzo dei Congressi in Piazza Costituzione, la Regione Emilia-Romagna intende avviare un confronto attivo con gli stakeholder del territorio in merito alla nuova programmazione dei fondi strutturali FESR e FSE per il periodo 2014-2020.

    L’incontro vede tra i relatori rappresentanti della Commissione europea, dei Ministeri dello Sviluppo e del Lavoro e della Regione Emilia-Romagna.

    Il titolo dell’incontro è “Obiettivo crescita e occupazione”

    La nuova programmazione, tramite i “contratti di partenariato” tra Commissione europea e Stati membri, premierà le Regioni che otterranno i risultati migliori.

    Incentivi del Pacchetto Innovazione per valorizzazione proprietà industriale

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    Oggi è la festa della mamma (auguri a tutte!) ma anche la Giornata mondiale della Proprietà Intellettuale 2013.

    In questa occasione, si è svolto a Roma un convegno rivolto al mondo delle micro, piccole e medie imprese, soprattutto quelle gestite da giovani imprenditori.
    Sono state presentate le misure di finanziamento per sostenere la creatività e l’innovazione (Brevetti+, Marchi+, Disegni+, Fondo Nazionale Innovazione), le banche dati brevettuali, i nuovi servizi dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi per le imprese, in ambito nazionale e internazionale.

    Scarica il Pacchetto Incentivi dal sito del Ministero dello Sviluppo (link su Giornata Mondiale…).

    Tweet da Alberto Cardino (@Agevo_facile)

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    Alberto Cardino (@Agevo_facile) ha twittato alle 11:27 AM on gio, feb 14, 2013: #Contributo #Camera_di_Commercio #Parma alle #imprese che #assumono #personale o #stages http://t.co/e5wgLUgw http://t.co/TBR0vaut (https://twitter.com/Agevo_facile/status/302000995771228161) Scarica l’app ufficiale di Twitter da https://twitter.com/download

    Depliant AGEVO FACILE di Alberto Cardino

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    Alberto Cardino (@Agevo_facile) ha twittato alle 3:36 PM on ven, feb 08, 2013: Scarica #depliant #Agevo_facile: #servizi per #imprese #start_up #autoimpiego.Visita http://t.co/1kuG9nnz http://t.co/NH73t6Rp (https://twitter.com/Agevo_facile/status/299889433468100612) Scarica l’app ufficiale di Twitter da https://twitter.com/download