Garanzia Giovani contro la disoccupazione: un concorso on-line per scegliere la comunicazione più efficace dell’iniziativa

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Informare i giovani sulle misure messe in campo a sostegno dell’occupazione e spingerli ad attivarsi per cogliere le opportunità previste dal
“Piano Italiano per la Garanzia Giovani
“, progetto europeo che verrà avviato a gennaio 2014 e che ha lo scopo di favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
Con questo obiettivo, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il supporto tecnico di Italia Lavoro, oggi dà il via a una gara sul web per l’ideazione dello spot e della linea grafica che caratterizzeranno la campagna di comunicazione che accompagnerà l’attuazione della Garanzia Giovani in Italia. Il brief di gara – che illustra ai concorrenti lo scenario, i messaggi da comunicare, le attività richieste e i premi – è consultabile al link
:

http://zooppa.com/it-it/contests/garanzia-giovani/brief

L’idea di affidare a un contest on-line la creazione dei principali strumenti di comunicazione della Garanzia Giovani nasce dal desiderio di far partecipare il più ampio numero possibile di giovani ad un progetto rivolto proprio a loro, coinvolgendoli in esso fin dall’inizio e stimolando l’avvio di un dibattito “virale”, che faccia circolare idee e proposte creative per sviluppare messaggi e prodotti adatti ai giovani elaborati dai giovani stessi.
Questa iniziativa di crowdsourcing utilizzerà la piattaforma di Zooppa, start up italiana guidata da giovani manager, e coinvolgerà una community potenziale di oltre 214.000 creativi, di cui 75.000 italiani.

Per ulteriori informazioni, visita il sito del Ministero del 
Lavoro:
http://www.lavoro.gov.it

Mutuo agevolato per acquisto prima casa da parte di giovani coppie e nuclei monogenitoriali: rinnovato l’accordo fra Governo e Banche

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Il 28 novembre 2013 è stato siglato un Protocollo d’intesa fra la Ministra per l’Integrazione Kyenge ed il Presidente dell’ABI Patuelli, con l’obiettivo di agevolare i nuclei familiari con basso reddito e con rapporto di lavoro atipico nell’acquisto della prima casa.
L’accordo consente il rinnovo del Fondo per l’accesso ai mutui delle giovani coppie con una maggiore dotazione e condizioni più semplici per l’accesso.
Il Fondo avrà una dotazione patrimoniale iniziale di 50 milioni, incrementata di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015 per complessivi 70 milioni, con l’obiettivo di offrire le garanzie necessarie per consentire di ottenere il mutuo.

BREVE SCHEDA DESCRITTIVA DEL FONDO CASA PER GIOVANI COPPIE E NUCLEI MONOGENITORIALI

Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale è istituito un Fondo con l’obiettivo di offrire le garanzie necessarie per consentire di ottenere un mutuo per l’acquisto della prima casa alle giovani coppie o ai nuclei familiari monogenitoriali.
La disciplina del Fondo è stabilita dal Decreto ministeriale del 17 dicembre 2010, n. 256, come novellato dal Decreto ministeriale del 24 giugno 2013,n. 103, pubblicato sulla G.U. n. 209 del 6 settembre 2013, in vigore dal 21 settembre 2013.

CHI PUO’ CHIEDERE IL FINANZIAMENTO

  • Giovani coppie coniugate, con o senza figli,
  • Nuclei familiari monogenitoriali con figli minori.

I beneficiari del finanziamento (entrambi nel caso di coppia) devono avere un’età inferiore a 35 anni e un reddito ISEE complessivo non superiore a 40.000 euro.

In presenza di domande pervenute nella stessa giornata e di contestuale parziale indisponibilità delle dotazioni del Fondo, viene assegnata priorità alle giovani coppie coniugate e ai nuclei familiari anche monogenitoriali con figli minori i cui componenti non risultano occupati con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

I componenti del nucleo familiare non devono risultare proprietari di altri immobili ad uso abitativo.
L’esatta interpretazione dei requisiti soggettivi per accedere al Fondo è stata fornita dal Dipartimento nella Circolare del 5/4/2011.

CARATTERISTICHE DELL’IMMOBILE DA COMPRARE

L’immobile per il quale si chiede il finanziamento agevolato deve essere adibito ad abitazione principale, non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi) e non deve avere le caratteristiche di lusso indicate nel decreto del Ministero dei lavori pubblici in data 2 agosto 1969.
La superficie dell’immobile non deve superare i 95 metri quadri.
Per il calcolo delle superfici si deve intendere la Superficie Utile Abitativa definita ai sensi dell’art.3 del D.M. lavori pubblici 10/5/77 n.801, intesa come superficie di pavimento degli alloggi misurata al netto di muratura, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre, di eventuali scale interne, di logge di balconi.
Nella concessione della garanzia, salvo quanto previsto per i componenti dei nuclei familiari che non risultano occupati con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, è data priorità a quelle richieste, pervenute nella stessa giornata, nelle quali l’immobile da acquisire è situato in aree qualificate ad alta tensione abitativa dalla Delibera del CIPE n. 37 del 30 maggio 1985 e successivi aggiornamenti.

CARATTERISTICHE DEL FINANZIAMENTO

Sono ammissibili alla garanzia del Fondo i mutui ipotecari erogati per l’acquisto dell’abitazione principale.
L’ammontare del finanziamento non deve essere superiore a 200.000 euro.
Il tasso applicato e le condizioni del mutuo sono stabilite dai singoli istituti bancari entro i parametri consentiti dall‘accordo tra il Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale e l’ABI.
I mutui potranno essere sottoscritti con un tasso non superiore al tasso effettivo globale medio (TEGM) sui mutui, pubblicato trimestralmente dal Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi della Legge 7 marzo 1996, n. 108.
I finanziatori si impegnano a non chiedere ai mutuatari garanzie aggiuntive, non assicurative, queste ultime nei limiti consentiti dalla legislazione vigente, oltre all’ipoteca sull’immobile e alla garanzia fornita dallo Stato.

CARATTERISTICHE DELLA GARANZIA DEL FONDO
La Garanzia del Fondo è concessa nella misura del 50% (cinquanta per cento) della quota capitale, tempo per tempo in essere, nei limiti dei mutui concedibili per i quali Consap S.p.A. – quale Gestore – ha dato positiva approvazione, degli oneri determinati secondo quanto previsto dalla Convenzione e degli eventuali interessi contrattuali calcolati in misura non superiore al tasso legale in vigore alla data e, comunque, per un ammontare non superiore a 75.000 euro (settantacinquemila/00 euro).
La Garanzia è a prima richiesta, diretta, esplicita, incondizionata ed irrevocabile ed è efficace a decorrere, in via automatica, dalla data di erogazione del mutuo.

SOGGETTI FINANZIATORI ADERENTI ALL’INIZIATIVA

Possono effettuare le operazioni di erogazione dei mutui garantiti dal Fondo le banche e gli intermediari finanziari che hanno aderito all’iniziativa sottoscrivendo con il Dipartimento apposite convenzioni, il cui schema tipo è stato allegato al Protocollo d’Intesa sottoscritto tra Dipartimento e ABI in data 28 novembre 2013.

Link utili:

Bonus fiscali per ristrutturazioni, acquisto di mobili/elettrodomestici e risparmio energetico probabilmente prorogati al 2014

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I due bonus fiscali, uno per le ristrutturazioni (50%) e l’altro per il risparmio energetico (65%), oltre ad essere previsti dal “decreto ecobonus” con riferimento a spese effettuate entro il 31/12/2013, sono stati riconfermati per il prossimo anno – per spese da effettuarsi entro il 31/12/2014 – dal disegno di legge di Stabilità (ddl n. 1120).

La proroga non è ancora certa: il Senato ha, infatti, approvato lo scorso 26 novembre 2013 l’emendamento 1900, interamente sostitutivo del disegno di legge di Stabilità. Il nuovo testo, scaricabile dal sito del Senato, dispone la suddetta proroga al comma 87 dell’unico articolo di cui il medesimo si compone.

La manovra, non ancora Legge dello Stato, passa quindi alla Camera per la seconda lettura.

Di seguito è riportato lo stralcio del ddl di nostro interesse:

87. Al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63 (IL COSIDDETTO “DECRETO ECOBONUS”, ndr), convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 14 (“DETRAZIONI FISCALI PER INTERVENTI DI EFFICIENZA ENERGETICA“, ndr), i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

«1. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, e successive modificazioni, si applicano nella misura del:

a) 65 per cento, anche alle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014;

b) 50 per cento, alle spese sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015. 

[…]

c) all’articolo 16 (“Proroga delle detrazioni fiscali per interventi  di  RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA e per l’ACQUISTO DI MOBILI“, ndr) :

1) il comma 1 è sostituito dal seguente:

«1. Ferme restando le ulteriori disposizioni contenute nell’articolo 16-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per le spese documentate, relative agli interventi indicati nel comma 1 del citato articolo 16-bis, spetta una detrazione dall’imposta lorda fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione è pari al:

a) 50 per cento, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2014;

b) 40 per cento, per le spese sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015»;

2) al comma 1-bis (riguardante le ZONE SISMICHE AD ALTA PERICOLOSITA’ -zone 1 e 2, ndr), le parole da: «fino al 31 dicembre 2013» a: «unità immobiliare» sono sostituite dalle seguenti: «fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare, una detrazione dall’imposta lorda nella misura del:

a) 65 per cento, per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2014;

b) 50 per cento, per le spese sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015»;

3) il comma 2 è sostituito dal seguente:

«2. Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 è altresì riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per le ulteriori spese documentate sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, spetta nella misura del 50 per cento delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014 ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro».

Link utili:

Il turismo nella nuova politica di coesione 2014-2020: una introduzione alla consultazione pubblica promossa dalla Regione Emilia-Romagna

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Il turismo nella politica di coesione – Regione Emilia Romagna from Alberto Cardino – AGEVOFACILE

Presentazione di Morena Diazzi, Direttore Generale alle attività produttive della Regione Emilia-Romagna. Le slide sono pubblicare sul sito della Regione ad introduzione della piazza virtuale su Città e Territorio nel nuovo POR FESR 2007-201.

Pubblicati dal Governo i risultati di PARTECIPA!, consultazione pubblica sulle riforme costituzionali: OK al cambiamento, ma con cautela!

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Report finale PARTECIPA! sulla consultazione per le riforme costituzionali from Alberto Cardino – AGEVOFACILE

Personalmente (Alberto Cardino) vorrei esprimere, in forma di premessa, questo auspicio diretto in primo luogo ai governanti ed ai parlamentari: ANDATECI PIANO CON LA NOSTRA COSTITUZIONE, ricordatevi che questo Parlamento – chiamato ad approvare le riforme – e’ stato eletto con il “Porcellum”. Non rappresenta, quindi, la più qualificata rappresentanza del popolo italiano nè, tantomeno, una élite illuminata.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato sul proprio sito il Report con i risultati della consultazione pubblica sulle riforme costituzionali promossa dal Ministro competente.
La consultazione è stata articolata su due questionari di differente ampiezza e approfondimento: un “questionario breve” e un “questionario di approfondimento”. E’ stata, inoltre, organizzata una fase di dibattito online sulla piattaforma CIVICI.

Dati raccolti:

  • 131.676 questionari brevi validati, con l’aggiunta di 45.052 commenti testuali al questionario; 
  • 71.385 questionari di approfondimento validati, con l’aggiunta di circa 32.000 commenti testuali al questionario;
  • 595 proposte e 1763 commenti all’interno dello spazio di discussione pubblica, a cui si aggiungono le 27 proposte tratte dalla Relazione Finale della Commissione Riforme Costituzionali, anch’esse discusse dai cittadini. 

Alcune informazioni statistiche:

  • Partecipazione distribuita in misura omogenea tra i 18 e i 68 anni; 
  • 66% uomini, 34% donne; 
  • Titolo di studio: 43% diploma superiore, 32% laurea, 12% dottorato o master, 11% licenza di scuola media inferiore; 
  • Professioni: 21% impiegati, 15% pensionati, 14% funzionari, 11% studenti, 8% liberi professionisti.
LE PRINCIPALI INDICAZIONI DAI QUESTIONARI 
PARLAMENTARISMO O SEMI PRESIDENZIALISMO?
  • Il 26,3% dei rispondenti vuole mantenere lo status quo, mentre il 68,1% dei partecipanti ha voglia di cambiamento;
  • Tra chi ha voglia di cambiamento, il 29,1% rafforzerebbe i poteri del governo (parlamentarismo razionalizzato), il 39% vorrebbe l’elezione diretta del Presidente della Repubblica. Nel questionario di approfondimento, emerge invece che il 44% preferisce un sistema Semi-Presidenziale, mentre il 51,9% vorrebbe mantenere comunque una forma di governo di tipo parlamentare.

BICAMERALISMO PARITARIO

  • L’87,8% dei cittadini vuole il superamento del bicameralismo paritario;
  • Di questi, il 41,8% propone il monocameralismo e il 40% propone di differenziare sia le funzioni che la composizione del Senato. Dal questionario di approfondimento emerge che il 56% dei partecipanti preferirebbe un Senato composto da rappresentanti provenienti dagli Enti territoriali.

EFFICIENZA DEL PARLAMENTO 

  • Ridurre il numero dei parlamentari è considerato da 54% dei partecipanti di massima o alta priorità;
  • Poi riduzione di indennità e benefici accessori, miglioramento della qualità e della quantità e tempi di produzione delle leggi e trasparenza dell’operato del parlamento.  

STRUMENTI DI DEMOCRAZIA DIRETTA 

  • Il 69% dei cittadini vorrebbe che fossero introdotti meccanismi per agevolare il raggiungimento della validità del risultato del referendum abrogativo;
  • Per il 92% dei rispondenti le leggi di iniziativa popolare devono sempre essere discusse, anche se per il 38,5% occorre aumentare il numero minimo di cittadini che sottoscrivono la proposta;
  • Il 38,4% chiede che il referendum per confermare le modifiche costituzionali sia fatto in ogni caso (senza necessità di richiesta).

ORGANIZZAZIONE DEGLI ENTI LOCALI 

  • L’88,2% dei rispondenti al questionario breve ritiene che l’attuale organizzazione degli enti locali sia da modificare sostanzialmente; 
  • Il 36% dei rispondenti al questionario di approfondimento vorrebbe ridefinire l’assetto delle Regioni accorpandone alcunePROVINCE: 8% dei cittadini vuole mantenere l’attuale struttura, 16% vorrebbe ridurne il numero; 
  • Il 72% dei cittadini vorrebbe sopprimere le Province, trasferendone altrove le funzioni;
  • Il 65% dei rispondenti vorrebbe aumentare le materie di competenza esclusiva dello Stato. Tra le materie da attribuire alla competenza esclusiva dello Stato, netta prevalenza di Tutela della Salute, Tutela e sicurezza del Lavoro, Rapporti internazionali e con la Ue, Energia, Grandi reti di Trasporto e Istruzione (fatta salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche).
I PROSSIMI PASSI 
I risultati della consultazione pubblica sono stati consegnati alla Presidenza del Consiglio il 12 Novembre e, nei giorni successivi, consegnati e presentati insieme a questo rapporto al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Camera e Senato e ai presidenti delle Commissioni Affari Istituzionali. 
Il Ministro per le Riforme Istituzionali e il Governo si faranno carico di illustrare i risultati e collocare l’orientamento dei cittadini all’interno del percorso di riforme, insieme alla Relazione della Commissione Riforme Costituzionali, per permettere al Parlamento di prendere decisioni informate sulla base di un corpus completo di indicazioni. 
Partecipa! è stato immaginato per costituire il punto di partenza per un impegno di lungo periodo del Governo italiano verso politiche di “open government”.

A Vilnius i Ministri UE per la politica di coesione hanno discusso su come migliorare l’efficacia dei nuovi ESI funds (Fondi strutturali e di investimento) per il periodo 2014-2020

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Vilnius, 26 novembre 2013

I ministri Ue per la politica di coesione hanno discusso, in occasione del meeting informale organizzato dalla Presidenza Lituana del Consiglio dell’Ue, delle innovazioni destinate a migliorare l’efficacia dei Fondi europei strutturali e per gli investimenti (European Structural and Investment Funds – ESI funds).

“Dobbiamo iniziare a investire i fondi del periodo 2014-2020 il più presto possibile. Questo è importante sia per incoraggiare la crescita sia per assicurare una transizione armoniosa dal periodo di programmazione 2007-2013. Una preparazione adeguata, priorità chiare, orientamento ai risultati e il coordinamento degli investimenti sono i cardini per garantire l’effettiva partecipazione dei fondi ESI”, ha detto Rimantas Sadzius, il ministro delle Finanze lituano e presidente del Meeting.

La presidenza lituana ha proseguito il lavoro delle presidenze precedenti e ha destinato tutti i suoi sforzi verso la conclusione dei negoziati con il Parlamento europeo sul pacchetto legislativo della politica di coesione. L’accordo tra i co-legislatori è stato convalidato dal Parlamento europeo la scorsa settimana, sbloccando più di 300 miliardi di euro per investimenti nei prossimi sette anni. Questi fondi possono essere utilizzati a partire dal 2014.

Nella riunione informale, i Ministri della Politica di Coesione (per l’Italia Carlo Trigilia) hanno scambiato opinioni sugli aspetti pratici della programmazione ed informazioni sullo stato di avanzamento nella realizzazione, da parte dei singoli governi nazionali, dei documenti di programmazione necessari.

I Ministri hanno concentrato la loro attenzione su quattro temi principali:

  1. innovazioni e soluzioni di miglioramento dell’efficacia e della qualità di attuazione della politica di coesione;
  2. forte concentrazione dei fondi in settori prioritari (come l’innovazione e la ricerca, il sostegno alle PMI, le tecnologie dell’informazione, la tutela ambientale, l’efficienza energetica ed altri);
  3. condizionalità ex ante (come le riforme nazionali previste ) che devono essere raggiunte dagli Stati membri per migliorare l’efficacia degli investimenti; 
  4. orientamento al risultato e migliore coordinamento degli investimenti tra le diverse fonti di finanziamento.

“La politica di coesione è al centro dell’agenda per la crescita e l’occupazione dell’UE. L’obiettivo della discussione riguarda le modalità per rendere più efficiente l’attuazione della politica, così da aumentare il valore aggiunto delle risorse disponibili. Tale aspetto è particolarmente importante negli attuali tempi difficili per far fronte alle conseguenze della crisi economica e finanziaria “, ha concluso il Ministro delle finanze lituano Rimantas Sadzius.

Alla riunione informale hanno partecipato, oltre ai Ministri alla Coesione dei governi nazionali, anche il commissario europeo per la Politica regionale Johannes Hahn e il presidente della Commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo Danuta Hübner.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito della Presidenza di turno del Consiglio dell’UE

Bando Macchinari regioni Convergenza su slideshare

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Finanziamento agli investimenti innovativi (Macchinari) nelle regioni Convergenza: a partire dal 27 Febbraio 2014 occorrerà…affrettarsi a presentare domanda allo "sportello" del MiSE

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In data 20 novembre 2013 è stato firmato il decreto del Direttore generale per l’incentivazione delle attività imprenditoriali del Ministero dello sviluppo economico con il quale vengono individuati i termini e le modalità di presentazione delle domande per l’accesso alle agevolazioni previste dal decreto ministeriale del 29 luglio 2013 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 236 dell’8 ottobre 2013) cosiddetto per Investimenti innovativi nelle regioni Convergenza (“Macchinari”).

Il decreto 20 novembre 2013 è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La domanda di agevolazioni e la documentazione indicata, firmate digitalmente, devono essere presentate, pena l’invalidità, a partire dalle ore 10.00 del 27 febbraio 2014, attraverso un’apposita procedura informatica che sarà accessibile dalla sezione “Investimenti innovativi nelle Regioni Convergenza” del sito del Ministero dello sviluppo economico www.mise.gov.it.
Le imprese possono iniziare la fase di compilazione della domanda e dei relativi allegati a partire dal 13 febbraio 2014.

La procedura valutativa è “a sportello”, ovvero fa riferimento all’ordine cronologico di arrivo delle domande: a partire dalla suddetta data di avvio, occorre quindi affrettarsi!! 

La chiusura dello sportello per la presentazione delle domande sarà disposta con provvedimento del Direttore generale per l’incentivazione delle attività imprenditoriali e comunicata nel sito internet del Ministero e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Di seguito si propone una breve scheda descrittiva del finanziamento.

Per ulteriori informazioni, visita il sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

Per presentare la domanda di agevolazione, puoi rivolgerti ad AGEVOFACILE.

Finalità
Rafforzare la competitività dei sistemi produttivi e lo sviluppo tecnologico nelle aree delle Regioni dell’Obiettivo Convergenza promuovendo agevolazioni in favore dei programmi di investimento finalizzati al perseguimento di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Risorse finanziarie disponibili
Euro 150.000.000 a valere sulle risorse del Piano di Azione Coesione, di cui una quota pari al 60 per cento delle risorse è riservata ai programmi proposti da PMI.

Soggetti beneficiari
Imprese regolarmente costituite da almeno 2 anni.

Programmi ammissibiliRealizzazione di investimenti innovativi (ovvero in grado di favorire la riduzione dei costi, l’aumento del livello qualitativo dei prodotti e/o dei processi, l’aumento della capacità produttiva, l’introduzione di nuovi prodotti e/o servizi, la riduzione dell’impatto ambientale, il miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro) relativi a:
a) sistemi composti da una o più unità di lavoro gestite da apparecchiature elettroniche;
b) sistemi di automazione industriale che permettono l’interazione tra parti meccaniche e dispositivi elettronici, come i PLC (programmable logic controller);
c) computer dedicati alle varie funzioni aziendali;
d) apparecchiature specialistiche per la fornitura di servizi avanzati;
e) programmi informatici per l’utilizzazione delle apparecchiature e dei sistemi di cui sopra;
f) apparecchiature scientifiche destinate a laboratori ed uffici di progettazione aziendale;
g) sistemi e macchinari, gestiti da apparecchiature elettroniche, finalizzati alla riduzione degli impatti ambientali;
h) sistemi, macchinari e programmi, gestiti da apparecchiature elettroniche, finalizzati al miglioramento delle condizioni di sicurezza.

Settori ammissibili
a) attività manifatturiere di cui alla sezione C della classificazione delle attività economiche ATECO 2007;
b) produzione e distribuzione di energia elettrica e di calore di cui alla sezione D della predetta classificazione ATECO;
c) attività di servizi come individuate nell’allegato al decreto ministeriale.

Requisiti di ammissibilità dei programmi

a) Previsione di realizzazione di una nuova unità produttiva ovvero di ampliamento o diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o di cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un’unità produttiva esistente;
b) Localizzazione dell’unità produttiva interessata nei territori delle Regioni dell’Obiettivo Convergenza;
c) Previsione di spese ammissibili non inferiori a euro 200.000 e non superiori a euro 3.000.000;
d) Avvio del programma successivamente alla presentazione della domanda;

Spese ammissibili
Acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali: macchinari, impianti, attrezzature e programmi informatici.

Agevolazioni concedibiliSovvenzione rimborsabile per una percentuale nominale delle spese ammissibili complessive pari al 75%.
La sovvenzione deve essere parzialmente restituita dall’impresa beneficiaria per una percentuale articolata, in relazione alla dimensione dell’impresa beneficiaria, come segue:
a) per le imprese di piccola dimensione: 70% della sovvenzione;
b) per le imprese di media dimensione: 80% della sovvenzione;
c) per le imprese di grande dimensione: 90% della sovvenzione.
La parte della sovvenzione da restituire è rimborsata, senza interessi, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti in un periodo della durata massima di 7 anni a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo della sovvenzione stessa. La sovvenzione rimborsabile non è assistita da particolari forme di garanzia.
La parte della sovvenzione che non deve essere restituita dall’impresa beneficiaria è concessa a titolo di contributo in conto impianti.

Co-finanziamento
I soggetti beneficiari devono garantire la copertura finanziaria del programma di investimento apportando un contributo finanziario, attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi tipo di sostegno pubblico, pari al 25 per cento delle spese ammissibili complessive.

Procedura di valutazione ed erogazione dei finanziamenti 
Procedura valutativa con procedimento a sportello (secondo l’ordine cronologico di arrivo).

Criteri di valutazione
Citiamo in particolare:
– indipendenza finanziaria ed incidenza delle spese in R&S e del personale qualificato nell’impresa proponente;
– fattibilità tecnica e sostenibilità del programma;
– qualità della proposta.