Il Sud traino del Paese?

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Oggi Valerio Castronovo sul Sole 24 Ore prospetta uno scenario controintuitivo: a differenza di quanto accaduto negli anni del boom, ora la ripresa economica dell’Italia, invece che dal Nord, potrebbe partire dal Sud. Il nostro Mezzogiorno ha, infatti, molte risorse ancora lontane dall’essere valorizzate: dalle energie alternative al patrimonio culturale, dai piccoli borghi all’agroalimentare di qualità.

Sono d’accordo. Ma occorre mettere al lavoro i giovani di tutto il Paese. La nuova generazione, non solo quella nata al Sud – deve spendere le sue competenze per progettare lo sviluppo di un territorio che rappresenta un oceano di opportunità. Anche per il Nord.

Quanti sono i giovani milanesi o torinesi, con perfetto accento nordico, con i genitori o i nonni immigrati dal Sud negli anni cinquanta e sessanta? Proprio loro, assieme a chi abita tuttora il meridione, possono essere l’avanguardia di un grande programma italiano di sviluppo che faccia leva sulle nostre numerose risorse ancora inutilizzate.

Di una cosa sono certo: per uno scopo come questo, le energie e le competenze giovani non mancherebbero. Certo, andrebbero attratte e responsabilizzate. Ma il costo del recruiting di giovani creativi sarebbe, per lo Stato, infinitamente più basso di quello delle mancate opere promesse, degli sprechi e delle elargizioni clientelari.

Proviamoci!

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