Bonus ricerca: previsto un potenziamento da parte del nuovo governo?

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Il sottosegretario Delrio ha parlato nei giorni scorsi, in un’intervista al Sole 24 Ore, di un nuovo credito d’imposta per le imprese che assumono ricercatori.
Tale intenzione appena abbozzata sembra delineare la volontà del nuovo governo, in tema di innovazione, di estendere l’efficacia di strumenti già esistenti come il credito di imposta per assunzioni qualificate entrato in vigore lo scorso gennaio e quello per spese incrementali in ricerca previsto dal decreto Destinazione Italia appena convertito in legge.

Entrambe le misure possono contare, per un periodo che non supera i 3 anni, su risorse abbastanza limitate, con vincoli (come l’assunzione nel primo caso e la soglia minima di investimento nel secondo) che rischiano di frenare la loro efficacia potenziale.
Da qui l’esigenza di una loro estensione e potenziamento, già con il Jobs Act preannunciato da Renzi.

Altri riferimenti delle politiche di innovazione del nuovo governo sembrano essere la green economy e la spinta alla internazionalizzazione delle imprese (in particolare attraverso la diffusione dei temporary manager).

Fonte: Sole 24 Ore del 1/03/2014.

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