Sempre di corsa, la rivoluzione di Renzi manca di….provvedimenti

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Lo so, bisogna aspettare. Matteo Renzi corre, corre. Enrico Letta forse correva di meno.

Non amo le larghe intese, ma neanche le strette. Ho aspettato qualche settimana, ma ora vorrei dirlo. Mi pare che il Governo Renzi non stia ancora ingranando.

Lo noto dai provvedimenti e dalla comunicazione degli stessi. Letta, con tutti i limiti, mi aveva abituato a decreti legge, decreti attuativi, misure e provvedimenti comunicati sul sito del Governo, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, poi magari resi operativi dopo troppo tempo (vedi la Nuova Sabatini)….Insomma a suo modo il Gabinetto Letta aveva ingranato, pur con mille freni e ritardi.

Mi sento più un rottamatore che un conservatore, auspico da subito un ricambio generazionale e la rottura di tutti i vecchi e inefficienti equilibri istituzionali ed economici. In questo senso, posso pure essere renziano (anche se alle ultime primarie votai Giuseppe Civati). Tuttavia mi sento di dire, timidamente, che così non va.

Il cambio di governo richiede dei tempi tecnici, lo immagino: ma qui c’è stato un esautoramento di premier con la motivazione della lentezza, quindi ci si aspetterebbe una accelerazione nei provvedimenti. Io non la vedo. La Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, cosa sta progettando per il nostro sistema produttivo? Finora è venuto fuori uno slogan, “Industrial Compact”: ma che vuol dire? Il sito del MISE trabocca di provvedimenti operativi, ma sono tutti eredità del vecchio governo.

La riforma del bicameralismo studiata dalla Ministra Maria Elena Boschi è interessante, ma presenta pure – a mio avviso – imprecisioni ed ingenuità (perchè eliminare il nome “Senato”? Perchè prevedere la possibilità di attribuire competenze à la carte in capo ad alcune Regioni e non ad altre?). Ho simpatia per la giovane Ministra, che mi sembra competente. Renzi sembra un turbine, ha in effetti rivoluzionato il linguaggio politico ed ha il merito di aver rottamato una classe “dirigente” (così la stessa amava chiamarsi) di centrosinistra assai inconcludente.

Ma vorrei – forse mi sbaglio e in tal caso sarò pronto a riconoscerlo – che il premier stesse più al lavoro a Palazzo Chigi a studiare provvedimenti (o ad eliminare quelli inutili) piuttosto che in viaggio o in TV a dire cose serie ma anche a scherzare.

Penso che non sia più tempo di scherzare.

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