Mutuo agevolato per acquisto prima casa da parte di giovani coppie e nuclei monogenitoriali: rinnovato l’accordo fra Governo e Banche

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Il 28 novembre 2013 è stato siglato un Protocollo d’intesa fra la Ministra per l’Integrazione Kyenge ed il Presidente dell’ABI Patuelli, con l’obiettivo di agevolare i nuclei familiari con basso reddito e con rapporto di lavoro atipico nell’acquisto della prima casa.
L’accordo consente il rinnovo del Fondo per l’accesso ai mutui delle giovani coppie con una maggiore dotazione e condizioni più semplici per l’accesso.
Il Fondo avrà una dotazione patrimoniale iniziale di 50 milioni, incrementata di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015 per complessivi 70 milioni, con l’obiettivo di offrire le garanzie necessarie per consentire di ottenere il mutuo.

BREVE SCHEDA DESCRITTIVA DEL FONDO CASA PER GIOVANI COPPIE E NUCLEI MONOGENITORIALI

Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale è istituito un Fondo con l’obiettivo di offrire le garanzie necessarie per consentire di ottenere un mutuo per l’acquisto della prima casa alle giovani coppie o ai nuclei familiari monogenitoriali.
La disciplina del Fondo è stabilita dal Decreto ministeriale del 17 dicembre 2010, n. 256, come novellato dal Decreto ministeriale del 24 giugno 2013,n. 103, pubblicato sulla G.U. n. 209 del 6 settembre 2013, in vigore dal 21 settembre 2013.

CHI PUO’ CHIEDERE IL FINANZIAMENTO

  • Giovani coppie coniugate, con o senza figli,
  • Nuclei familiari monogenitoriali con figli minori.

I beneficiari del finanziamento (entrambi nel caso di coppia) devono avere un’età inferiore a 35 anni e un reddito ISEE complessivo non superiore a 40.000 euro.

In presenza di domande pervenute nella stessa giornata e di contestuale parziale indisponibilità delle dotazioni del Fondo, viene assegnata priorità alle giovani coppie coniugate e ai nuclei familiari anche monogenitoriali con figli minori i cui componenti non risultano occupati con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

I componenti del nucleo familiare non devono risultare proprietari di altri immobili ad uso abitativo.
L’esatta interpretazione dei requisiti soggettivi per accedere al Fondo è stata fornita dal Dipartimento nella Circolare del 5/4/2011.

CARATTERISTICHE DELL’IMMOBILE DA COMPRARE

L’immobile per il quale si chiede il finanziamento agevolato deve essere adibito ad abitazione principale, non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi) e non deve avere le caratteristiche di lusso indicate nel decreto del Ministero dei lavori pubblici in data 2 agosto 1969.
La superficie dell’immobile non deve superare i 95 metri quadri.
Per il calcolo delle superfici si deve intendere la Superficie Utile Abitativa definita ai sensi dell’art.3 del D.M. lavori pubblici 10/5/77 n.801, intesa come superficie di pavimento degli alloggi misurata al netto di muratura, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre, di eventuali scale interne, di logge di balconi.
Nella concessione della garanzia, salvo quanto previsto per i componenti dei nuclei familiari che non risultano occupati con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, è data priorità a quelle richieste, pervenute nella stessa giornata, nelle quali l’immobile da acquisire è situato in aree qualificate ad alta tensione abitativa dalla Delibera del CIPE n. 37 del 30 maggio 1985 e successivi aggiornamenti.

CARATTERISTICHE DEL FINANZIAMENTO

Sono ammissibili alla garanzia del Fondo i mutui ipotecari erogati per l’acquisto dell’abitazione principale.
L’ammontare del finanziamento non deve essere superiore a 200.000 euro.
Il tasso applicato e le condizioni del mutuo sono stabilite dai singoli istituti bancari entro i parametri consentiti dall‘accordo tra il Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale e l’ABI.
I mutui potranno essere sottoscritti con un tasso non superiore al tasso effettivo globale medio (TEGM) sui mutui, pubblicato trimestralmente dal Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi della Legge 7 marzo 1996, n. 108.
I finanziatori si impegnano a non chiedere ai mutuatari garanzie aggiuntive, non assicurative, queste ultime nei limiti consentiti dalla legislazione vigente, oltre all’ipoteca sull’immobile e alla garanzia fornita dallo Stato.

CARATTERISTICHE DELLA GARANZIA DEL FONDO
La Garanzia del Fondo è concessa nella misura del 50% (cinquanta per cento) della quota capitale, tempo per tempo in essere, nei limiti dei mutui concedibili per i quali Consap S.p.A. – quale Gestore – ha dato positiva approvazione, degli oneri determinati secondo quanto previsto dalla Convenzione e degli eventuali interessi contrattuali calcolati in misura non superiore al tasso legale in vigore alla data e, comunque, per un ammontare non superiore a 75.000 euro (settantacinquemila/00 euro).
La Garanzia è a prima richiesta, diretta, esplicita, incondizionata ed irrevocabile ed è efficace a decorrere, in via automatica, dalla data di erogazione del mutuo.

SOGGETTI FINANZIATORI ADERENTI ALL’INIZIATIVA

Possono effettuare le operazioni di erogazione dei mutui garantiti dal Fondo le banche e gli intermediari finanziari che hanno aderito all’iniziativa sottoscrivendo con il Dipartimento apposite convenzioni, il cui schema tipo è stato allegato al Protocollo d’Intesa sottoscritto tra Dipartimento e ABI in data 28 novembre 2013.

Link utili:

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Atipico per sempre? Piuttosto autonomo, di nome e di fatto: suggerimenti per la scelta del settore

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Proviamo insieme ad immaginare, ricercando il necessario equilibrio fra sogni e concretezza, alcuni settori o aree di attività in cui un atipico può farsi valere.
L’elenco qui proposto non è esaustivo né adatto a qualsivoglia contesto territoriale: i suggerimenti derivano, infatti, dalla specifica esperienza dello scrivente, limitata ad un ambito provinciale o tuttalpiù regionale e, seppur ricca, affatto incompleta rispetto a tutte le opportunità attivabili.
Fatta questa imprescindibile premessa, vi propongo le seguenti suggestioni provando a rispondere ad una ipotetica domanda proveniente da una qualsiasi persona dotata di senso civico (oltreché di fiuto imprenditoriale):

QUALI PRODOTTI O SERVIZI POSSO PROPORRE ALLA MIA PICCOLA O GRANDE COMUNITA’ DI RIFERIMENTO, IN MODO DA SODDISFARE I BISOGNI DI SPECIFICI GRUPPI E CONTEMPORANEAMENTE CONSEGUIRE UN REDDITO INDIVIDUALE DA INVESTIRE NELLO SVILUPPO PROFESSIONALE E NEL BENESSERE PERSONALE?

Ecco alcuni esempi di attività praticabili:

imprenditore agricolo multifunzionale 

produzioni biologiche
ospitalità agri-turistica
 attività didattiche in fattoria
 accoglienza di soggetti disagiati in fattoria
cura del paesaggio rurale
partecipazione ad iniziative di risparmio energetico ed utilizzo di energia pulita
valorizzazione dell’identità e della cultura del luogo
valorizzazione della comunità a cui appartiene l’imprenditore, compresi gli immigrati con il loro patrimonio di tradizione lontane 
valorizzazione delle comunità di riferimento della propria clientela turistica potenziale, con le quali ricercare uno scambio culturale

imprenditore turistico-culturale 



gestione di musei e luoghi fisici o virtuali dedicati alla fruizione dello sterminato e mirabile patrimonio culturale ed ambientale italiano 
 imprenditore del turismo lento
 gestore di b&b o di r&b 
ristoratore 
guida turistica
 agenzia di viaggi
libraio indipendente multimediale e multitarget
organizzatore di viaggi in luoghi particolari, tematici, finalizzati a far vivere ai partecipanti una esperienza ben definita e non necessariamente culturale
attività artigianale fortemente radicata nel territorio 

panettiere a km zero
 sarto / imprenditore della moda
imprenditore meccanico al servizio dei settori di punta del territorio
 piccolo editore
catering a km 0 
imprenditore del terziario avanzato

servizi informatici
servizi grafici 
servizi aziendali 
organizzazione di eventi
 studi associati fra professionisti in settori tradizionali 
(avvocati, ingegneri, medici, dentisti, architetti, artisti, geologi, psicologi)
e/o ad alto contenuto di conoscenza 
(tecnologi alimentari, nanotecnologi, esperti di motoristica avanzata, telematica, elettronica, scienze della vita, scienziati naturalistici)
imprenditore del benessere 


gestione di SPA
gestione di stabilimento termale 
salone di bellezza con estensione della gamma di servizi offerti ed innovazioni nel post-vendita 
(proposte a domicilio, promozioni e abbinamenti con offerte di altri operatori del settore tempo libero come i cinema, i baby parking, i centri commerciali) 
erborista a km 0
 gestione di progetti di educazione alimentare e prevenzione malattie
imprenditore dell’energia pulita
artigiano del risparmio energetico
costruttore ed installatore di impianti per l’utilizzo di energie rinnovabili
 consulente per l’energy management
imprenditore verde

giardiniere
restauratore di spazi verdi
gestione di progetti di educazione alla raccolta differenziata
designer di giardini
consulente al mobility management
consulente alla responsabilità ambientale d’impresa
imprenditore forestale
imprenditore sociale

taxista sociale, turistico e di comunità: 
servizio di mobilità per anziani, bambini, persone senza patente di guida, soggetti svantaggiati, turisti
disability manager:
 si occupa di abbattere le barriere fisiche e psicologiche all’integrazione, per Enti locali, aziende, ed organizzazioni
mediatore culturale fra autoctoni e nuovi cittadini (stranieri, immigrati, comunitari, extracomunitari): 
servizi accreditati ad albo comunale o destinati ad imprese a forte componente immigrata

Costruito l’opinabile elenco, mi chiedo infine: 
quale attività o iniziativa o lavoro o progetto è più in sintonia con la mia persona, le mie competenze, le mie passioni e – quesito ancora più complesso – quale mi “conviene” in questo preciso momento storico?

Propongo di seguito una procedura assai veloce che può aiutare coloro che devono ancora fare la scelta. Basta che ti procuri un foglio di carta ed una biro e segui queste semplici indicazioni:

  • Valuta le tue competenze e conoscenze ed elencale in verticale sulla colonna di sinistra

ad esempio: ottima conoscenza della lingua Inglese ed esperienze di volontariato nell’assistenza agli immigrati in difficoltà 

  • Individua una o più problematiche od esigenze che emergono nel tuo contesto di vita e lavoro ed elencale in verticale sulla colonna di destra
ad esempio: le imprese del tuo territorio vogliono internazionalizzarsi; i tuoi concittadini si sentono insicuri all’interno della vostra comunità; molti tuoi concittadini sono attualmente disoccupati; la tua comunità è composta da numerosi cittadini stranieri che non si sono ancora pienamente integrati
  • Prova a collegare con una freccia ciascuna “competenza” indicata con una o più “esigenze” della comunità rispondendo alla domanda: “cosa posso fare io per….”?
ad esempio: puoi collegare la tua conoscenza dell’Inglese con la necessità delle imprese di internazionalizzarsi ma anche con le problematiche relative all’integrazione di immigrati che spesso conoscono questa lingua (lo so, non è detto, forse avrei dovuto indicare il Francese….ma è solo un esempio!). L’esperienza di lavoro con gli immigrati potrà essere utile in relazione ai problemi di sicurezza, a quelli (collegati) del lavoro ma, ancora una volta, al tema dell’integrazione.

  • La “esigenza” che riceve più frecce può formare oggetto della tua nuova attività. Prova ad associare almeno un prodotto o servizio mirante a soddisfarla
esempio: l’esigenza più indicata è quella relativa all’integrazione degli immigrati; ad essa puoi associare tre servizi, ovvero l’organizzazione di corsi di lingua Italiana, la gestione di progetti di educazione all’integrazione e la promozione di feste multiculturali

  • Scegli un prodotto/servizio e circondalo con i nomi di attività, azioni o iniziative che meglio esprimono il tuo sistema di preferenze in ambito lavorativo

esempio: se decidi di scegliere il progetto di educazione all’integrazione, possono venirti in mente le problematiche ma soprattutto le potenzialità di una società multietnica, in cui fin da piccoli si impara a convivere con diverse religioni, culture e tradizioni che si trasformano in ricchezza a beneficio dell’intera comunità, e la necessità di una mediazione fra cittadini del luogo e nuovi cittadini che consenta ad entrambi di comprendersi reciprocamente

  • La tua scelta può orientarsi chiaramente su uno specifico settore o mestiere o iniziativa o progetto o attività
nell’esempio: puoi essere un ottimo mediatore culturale!

Atipici a chi? Spazio ai giovani precari perché ci salveranno

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Sono anni ormai che vivo la condizione di atipico. Inizialmente non la volevo, puntavo all’assunzione o comunque a far parte stabilmente di una struttura. Credevo di avere, forse ci credo ancora, uno spirito aziendalista: ovvero avrei dedicato volentieri, anche oltre orari prestabiliti, il mio tempo e la mia passione alla “MIA” azienda.
Un approccio “corporate” che, tuttavia, non ho mai avuto il piacere di sperimentare. O meglio, ho sperimentato la passione per il lavoro ma senza alcuna garanzia di stabilizzazione.
Ora non cerco più l’assunzione e per orgoglio ho deciso di mettermi in proprio.
È una giusta decisione? Difficile dirlo.
Ma penso che noi atipici abbiamo, per alcuni aspetti, una marcia in più. Siamo in grado di tenere la barra dritta in condizioni di incertezza, non lasciandoci sopraffare da inutili ansie. Anche se spesso il nostro futuro lavorativo dipende da singole persone che ci firmano il contratto, siamo alla lunga meno paurosi dei dipendenti rispetto a cosa può pensare o dire di noi il nostro capo.
Anche perché non abbiamo un capo ed è bene che ce lo ricordiamo. La nostra permanenza in un luogo di lavoro può dipendere da fattori di bilancio, o da variabili non controllabili – un altro può essere preferito a noi per motivi clientelari – ma in fondo siamo abituati a valorizzare i nostri meriti ed impariamo, per sopravvivere professionalmente, ad avere consapevolezza delle nostre competenze oltreché dei nostri limiti.
Ci adattiamo facilmente alle situazioni più disparate e vantiamo un ammirevole grado di sopportazione delle meschinità, ingiustizie, piccoli cabotaggi per la carriera.
Siamo bravi e meritiamo di più.
Mi spingo oltre: saremo noi il nerbo della ripresa economica, culturale e morale di questo sfortunato Paese.
Forse esagero?
Abbiamo già sacrificato le nostre ambizioni lasciando spazio ad incompetenti e mediocri. Ora è il momento di riconoscersi, mettersi in relazione e rompere gli equilibri consolidati. Nel lavoro, possiamo definitivamente emanciparci dando vita alle nostre idee in qualunque contesto veniamo a trovarci. In fondo è quello che abbiamo sempre fatto quando i vecchi equilibri intergenerazionali reggevano ancora, seppur a scapito nostro.
Le opportunità non sono moltissime, ma proviamo a cogliere quelle disponibili!
L’unione dei cervelli fa la forza: cerchiamo di sviluppare una idea assieme ad altre persone che con noi condividono competenze, esperienze e passioni, o che rappresentano il giusto complemento alle nostre.
In due, tre, quattro persone possiamo avviare una società a responsabilità limitata semplificata, con 1 euro di capitale e nessuna spesa notarile.
Oppure, in presenza di una compagine ampia, creiamo una cooperativa che operi o meno nel sociale.
Anche il singolo ha la possibilità di farsi valere, avviando con pochissima spesa una ditta individuale: volendo proporre servizi professionali, non dovremmo neppure iscriverci al Registro delle imprese. Decidendo di darci da subito una struttura seppur minima, potremmo optare addirittura per la società a responsabilità limitata unipersonale.
Anche da privati dotati di competenze specifiche e di un curriculum accurato possiamo ambire ad una crescente valorizzazione economica pur mantenendo rapporti di collaborazione a progetto. In fiduciosa attesa che una idea, un’occasione o la nostra stessa caparbietà ci cambino la vita.
Dobbiamo rifiutare il falso modello del call center e trasformare la precarietà che ci attanaglia in indispensabilità delle nostre competenze e della nostra presenza seppur non registrata sul cartellino.
Ecco, in conclusione, il vademecum per l’atipico dell’anno 2013:
  • scavare nella propria ricca esperienza formativa e professionale per identificare una o più idee da valorizzare
  • cercare amici o colleghi o persone di fiducia che condividano o integrino o siano disposti a partecipare allo sviluppo della propria idea o di una idea comune
  • proporre loro di costituire una società o associazione o gruppo informale per trasformare l’idea o le idee condivise in progetti ad alta redditività
  • se tale auspicio non si realizzasse, optare senza troppi rimpianti per una attività individuale o per la valorizzazione del proprio curriculum da collaboratore a progetto
  • studiare il mercato di riferimento, nell’accezione più ampia possibile – dal consumatore di prodotti al fruitore di servizi, dalla pubblica amministrazione agli utenti del terzo settore
  • partire senza troppi dubbi né ripensamenti, valorizzando la propria flessibilità e fermezza d’animo accumulate in anni di vergognoso (concedetemelo) precariato