Immagine

Il cambiamento che non arriva

Non è sopportabile. L’aumento delle imposte indirette colpisce pesantemente chi stenta ad arrivare…

View Post

Annunci

Il cambiamento che non arriva

Standard

image

Non è sopportabile. L’aumento delle imposte indirette colpisce pesantemente chi stenta ad arrivare alla fine del mese, mentre fa un baffo a chi detiene, lecitamente o meno, grandi patrimoni o percepisce, lecitamente o meno, alti redditi.

È quindi iniquo che il governo ed il parlamento consentano, ancora una volta, che aumenti il prezzo dei quotidiani. Un settore, quello dell’editoria, perennemente in ‘crisi’ e, di conseguenza, perennemente foraggiato dallo Stato: già così, l’inefficienza degli editori è scaricata sugli incolpevoli lettori. Si aggiungono, poi, gli aumenti dei prezzi in edicola.

Il governo, se avesse gli ‘attributi’, chiuderebbe i rubinetti e lascerebbe subire ai giornali meno attrattivi – perché di minore qualità e/o meno efficienti – le leggi del mercato, magnificate da tutti ma solo a parole.

Quanti lettori giornalieri stimola, con la sua acclamata intelligenza corsara (acclamata perlopiù dai diversamente berlusconiani) il Foglio? Veramente troppo pochi. L’apporto al pluralismo, in mancanza di utenza, è pressoché nullo.

I 10 cent in più al giorno di cui la Gazzetta di Parma lo scorso 2 gennaio si scusava coi suoi lettori non avrebbero avuto, 15 anni fa, alcun impatto sul conto economico di una famiglia ‘media’. Con la grande crisi, sono sempre di più le persone che considerano importanti, da non sprecare, anche quei 10 cent al giorno.

E poi le autostrade: i pedaggi aumentano ancora, condizionando le decisioni di viaggio di sempre più famiglie. Mentre i disonesti, gli evasori e gli speculatori sono sempre più ricchi.

Le bollette energetiche, le tariffe assicurative, le rette degli asili: tutto aumenta a scapito dei cittadini onesti.

E il governo non fa niente per impedirlo. Il parlamento, pure, non fa niente.

Che delusione. L’ennesima.