Regiostars 2014: i premi più prestigiosi per i progetti regionali più innovativi d’Europa

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Accordo di Partenariato 2014-2020: al Governo resta da definire entro il 22 Aprile 2014 il numero di Azioni da finanziare

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Il 22 Aprile 2014 è il termine ultimo entro cui il Governo italiano – la competenza è passata dal Ministro per la Coesione Territoriale, non confermato, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio – deve consegnare la versione finale dell’Accordo di partenariato, cornice della nuova programmazione dei fondi UE 2014-2020.

In particolare, il Dipartimento sviluppo e coesione (DPS) sta limitando, su richiesta della Commissione UE per favorire un monitoraggio efficiente,  il numero di Azioni che ciascuno Stato deve identificare nell’ambito degli 11 obiettivi tematici fissati dalla UE. 

Si attende un ultimo passaggio del testo alla Conferenza Stato – Regioni, poi l’invio a Bruxelles e, finalmente, la costituzione della Agenzia nazionale per la Coesione, richiesta dalla Commissione per garantire una migliore capacità di gestione dei fondi da parte delle Regioni.
Per renderla operativa, a fine aprile dovrà essere nominato il direttore generale e approvato lo statuto.

Fonte: Sole 24 Ore del 29 Aprile 2014

Finanziamenti a lungo termine per la crescita sostenibile: la Commissione UE presenta il suo piano

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Bruxelles, 27 marzo 2014
La Commissione europea ha adottato oggi un pacchetto di misure volte a stimolare modalità nuove e diverse per mettere a disposizione finanziamenti a lungo termine e sostenere il ritorno dell’Europa ad una crescita economica sostenibile. Saranno necessari considerevoli investimenti a lungo termine, nel quadro della strategia Europa 2020 e del pacchetto su clima ed energia all’orizzonte 2030, in infrastrutture, nuove tecnologie e innovazione, così come in R&S e in capitale umano.
Da qui al 2020 il fabbisogno stimato di investimenti è pari a mille miliardi di euro solo per le reti di trasporto, energia e telecomunicazioni significative a livello di UE, secondo quanto constatato nel quadro del cosiddetto meccanismo per collegare l’Europa.


La crisi economica e finanziaria ha inciso negativamente sulla capacità del settore finanziario di convogliare finanziamenti verso l’economia reale, in particolare per quanto riguarda gli investimenti a lungo termine. L’Europa ha sempre fatto ampio affidamento sulle banche per finanziare l’economia reale: due terzi dei finanziamenti provengono infatti dalle banche, rispetto ad un terzo negli Stati Uniti.
Se le banche riducono il proprio livello di leva finanziaria, praticando il cosiddetto deleveraging, la disponibilità di finanziamenti diminuisce per tutti i settori dell’economia: ad esempio, meno di un terzo delle PMI olandese e greche e solo circa la metà delle PMI italiane e spagnole hanno ottenuto per intero i crediti che avevano richiesto nel 2013.
È indispensabile intervenire per ripristinare condizioni favorevoli per gli investimenti e la crescita sostenibile: questo significa tra l’altro trovare nuovi modi per indirizzare fondi verso gli investimenti a lungo termine.
Il Libro verde della Commissione sul finanziamento a lungo termine dell’economia europea del marzo 2013 (IP/13/274) ha avviato un ampio dibattito suscitando interventi da tutti i segmenti dell’economia.
Il pacchetto di misure adottato oggi comprende una comunicazione sul finanziamento a lungo termine dell’economia, una proposta legislativa per l’adozione di nuove regole per gli enti pensionistici aziendali o professionali e una comunicazione sul crowdfunding (finanziamento collettivo).
La comunicazione si basa sulle risposte ricevute nel corso della consultazione e sulle discussioni avvenute in vari consessi internazionali, come il G20 e l’OCSE, ed identifica una serie di misure specifiche che l’UE può adottare per promuovere il finanziamento a lungo termine.
L’obiettivo del pacchetto è diversificare le fonti di finanziamento in Europa e migliorare l’accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese, che rappresentano la spina dorsale dell’economia europea.
Si tratta, poi, di approntare un quadro pensionistico che tenga conto dell’invecchiamento della popolazione e, nel contempo, di realizzare investimenti a lungo termine che favoriscano la crescita. I fondi pensionistici aziendali o professionali dispongono di oltre 2500 miliardi di euro di attivi da gestire con prospettive a lungo termine, mentre 75 milioni di europei dipendono in gran parte da loro per la propria pensione.
La proposta legislativa di oggi permetterà di migliorare la governance e la trasparenza di tali fondi in Europa, migliorando quindi la stabilità finanziaria e promuovendo le attività transfrontaliere, per sviluppare ulteriormente i fondi pensionistici aziendali e professionali come imprescindibili investitori a lungo termine.
Per aiutare le PMI a ottenere le risorse necessarie per investire e svilupparsi occorre quindi promuovere una “cartolarizzazione di qualità” onde facilitare l’accesso di queste aziende al finanziamento sui mercati dei capitali.
Gli elementi principali del pacchetto:
– una proposta di revisione delle norme sui fondi pensionistici aziendali e professionali (revisione della direttiva 2003/41/CE relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (direttiva IORP) a sostegno dell’ulteriore sviluppo di un importante tipo di investitore a lungo termine nell’Unione europea (MEMO/14/239);
– una comunicazione sul crowdfunding per offrire possibilità di finanziamento alternative per le PMI (MEMO/14/240).
Settori di intervento:
1. Mobilitare fonti private di finanziamento a lungo termine:  finalizzazione dei dettagli del quadro prudenziale per banche e imprese di assicurazione che sostengono i finanziamenti a lungo termine all’economia reale; una maggiore mobilitazione di risparmi pensionistici personali e la valutazione delle modalità per incoraggiare maggiori flussi transfrontalieri di risparmio e i meriti di eventuali conti di risparmio UE. In tale contesto, l’attuale proposta legislativa per nuove norme sui fondi pensionistici aziendali o professionali (EPAP 2) dovrebbe contribuire a maggiori investimenti a lungo termine. La proposta ha tre obiettivi principali: garantire che coloro che aderiscono ad uno schema pensionistico siano adeguatamente tutelati contro i rischi; cogliere appieno i benefici del mercato unico delle pensioni aziendali o professionali eliminando gli ostacoli alla fornitura transfrontaliera di servizi; rafforzare la capacità dei fondi pensionistici aziendali o professionali di investire in attività finanziarie con un profilo economico a lungo termine e quindi sostenere il finanziamento della crescita nell’economia reale.
2. Migliore uso dei finanziamenti pubblici: favorire le attività delle banche nazionali di promozione (istituzioni finanziarie create dai governi, che forniscono finanziamenti a scopo di sviluppo economico) e promuovere una migliore collaborazione tra sistemi di credito all’esportazione nazionali esistenti (istituzioni che fungono da intermediari tra i governi nazionali e gli esportatori per concedere finanziamento delle esportazioni). Entrambi i tipi di istituzioni svolgono un ruolo importante per il finanziamento a lungo termine.
3. Sviluppare i mercati dei capitali europei: facilitare l’accesso delle PMI ai mercati del capitale e a fondi comuni di investimento più ampi creando un mercato secondario liquido e trasparente per le obbligazioni societarie, rivitalizzando i mercati della cartolarizzazione – tenendo in debito conto i rischi e il carattere eterogeneo di tali prodotti – e migliorando le condizioni esistenti a livello di UE per obbligazioni garantite e collocamento privato.
4. Migliorare l’accesso delle PMI ai finanziamenti: tra le azioni indicate nella comunicazione sul finanziamento a lungo termine vi sono il miglioramento delle informazioni in materia di credito alle PMI, il riavvio del dialogo tra banche e PMI e la valutazione delle migliori pratiche per aiutare le PMI ad accedere ai mercati dei capitali. La sensibilizzazione e l’informazione sui progetti sono tra gli elementi chiave delle azioni prospettate nella comunicazione sul crowdfunding adottata oggi, in cui la Commissione propone di: promuovere le migliori pratiche del settore, aumentare la consapevolezza e facilitare lo sviluppo di un marchio di qualità, seguire da vicino lo sviluppo dei mercati di crowdfunding e dei quadri giuridici nazionali valutare su base regolare la necessità di ulteriori azioni a livello di UE, compresa l’azione legislativa. Lo scopo è individuare le questioni che dovranno essere affrontate per sostenere la crescita del finanziamento collettivo.
5. Attirare finanziamenti privati per le infrastrutture per realizzare gli obiettivi di Europa 2020: aumentare la disponibilità di informazioni sui progetti di investimento in infrastrutture e migliorare le statistiche sul credito per quanto riguarda i prestiti per infrastrutture.
6. Migliorare il quadro complessivo del finanziamento sostenibile: migliorare il sistema di corporate governance per il finanziamento a lungo termine, ad esempio per quanto riguarda la partecipazione dell’azionariato (la proposta di revisione della direttiva sui diritti degli azionisti dovrebbe essere adottata a breve), l’azionariato dei dipendenti, l’informativa sul governo societario e le questioni di carattere ambientale, sociale e di governance.
Per ulteriori informazioni:
http://ec.europa.eu/internal_market/finances/financing-growth/long-term/index_en.htm
http://ec.europa.eu/internal_market/pensions/directive/index_en.htm
http://ec.europa.eu/internal_market/finances/crowdfunding/index_en.htm

Accordo di partenariato: l’Italia deve consegnare la versione definitiva entro il 22 Aprile 2014

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Inforegio: EU Regional Policy – News: Inforegio: EU Regional Policy – News

Insolvenza delle imprese: la Commissione Europea raccomanda la ristrutturazione precoce anziché il fallimento e la seconda possibilità per l’imprenditore onesto

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L’UE definisce un nuovo approccio per aiutare le aziende con problemi finanziari e dare agli imprenditori in erba una seconda possibilità.
Per ottenere un sistema più coerente, l’UE raccomanda ai governi nazionali di mettere in atto misure che aiutino le imprese a ristrutturarsi tempestivamente, piuttosto che spingerle verso la liquidazione, come spesso avviene.

Indice:

SINTESI
LA DISCIPLINA NAZIONALE
L’ATTUALE QUADRO DELL’UE IN MATERIA DI INSOLVENZA
LA RACCOMANDAZIONE IN DETTAGLIO:
GLI OBIETTIVI
QUADRO DI RISTRUTTURAZIONE PREVENTIVA
SPAZIO AI NEGOZIATI
PIANO DI RISTRUTTURAZIONE
OMOLOGAZIONE
NUOVI FINANZIAMENTI
ATTUAZIONE DELLA RACCOMANDAZIONE
COLLEGAMENTI

Sintesi

La Commissione europea ha definito, lo scorso 12 Marzo 2014, una serie di princìpi comuni per le procedure nazionali in materia di insolvenza applicabili alle imprese in difficoltà finanziarie.
L’obiettivo è privilegiare, anziché la liquidazione, la ristrutturazione precoce delle imprese sane in modo da impedirne l’insolvenza.
Agli imprenditori onesti va rapidamente offerta una seconda opportunità dopo il fallimento, perché i fatti dimostrano che essi hanno più successo la seconda volta (il 18% di quanti proseguono l’attività con successo hanno fallito al loro primo tentativo).
L’intenzione della Commissione è quella di creare un meccanismo efficace che consenta di distinguere tra gli imprenditori onesti e quelli disonesti con lo scopo di eliminare la discriminazione verso quegli imprenditori che sono incorsi in un fallimento non fraudolento: gli onesti potranno quindi beneficiare delle misure di sostegno presenti sul mercato per avviare una nuova impresa.

La raccomandazione contribuisce a creare un quadro coerente per le norme nazionali in materia d’insolvenza, invitando gli Stati membri a:

– agevolare la ristrutturazione delle imprese in difficoltà finanziarie in una fase precoce, prima dell’avvio della procedura formale d’insolvenza, e senza procedure lunghe o costose, per aiutarle a limitare il ricorso alla liquidazione;
– consentire ai debitori di ristrutturare l’impresa senza dover avviare un’azione formale in giudizio;
– dare alle imprese in difficoltà finanziarie la possibilità di chiedere la sospensione temporanea fino a 4 mesi (rinnovabile fino a un massimo di 12 mesi) per adottare un piano di ristrutturazione prima che i creditori possano avviare misure di esecuzione nei loro confronti;
– facilitare il processo di adozione di un piano di ristrutturazione, tenendo presenti gli interessi di debitori e creditori, al fine di accrescere le possibilità di salvare le imprese sane;
– ridurre gli effetti negativi del fallimento sulle possibilità future degli imprenditori di avviare un’impresa, in particolare prevedendo la liberazione dai debiti entro 3 anni al massimo.

La raccomandazione invita gli Stati membri ad attuare misure appropriate entro un anno.

La disciplina nazionale

I quadri in materia d’insolvenza in molti paesi dell’UE continuano ad incanalare le imprese sane che si trovano in difficoltà finanziarie verso la liquidazione piuttosto che verso la ristrutturazione. Inoltre ostacolano la possibilità per gli imprenditori onesti di ottenere una seconda opportunità dopo l’insolvenza, in quanto prevedono lunghi termini di riabilitazione.
L’Italia è tra i paesi in cui sono necessari molti anni prima che gli imprenditori onesti che sono falliti siano ammessi al beneficio della liberazione dai debiti e possano avviare una nuova attività.
La divergenza esistente tra le legislazioni degli Stati membri ha un impatto sui tassi di recupero dei crediti transfrontalieri, sulle decisioni d’investimento a livello transfrontaliero e sulla ristrutturazione di gruppi di società. Un approccio più coerente a livello dell’UE non solo migliorerebbe le restituzioni ai creditori e il flusso degli investimenti transfrontalieri, ma avrebbe anche un impatto positivo in termini d’imprenditorialità, occupazione e innovazione.

L’attuale quadro dell’UE in materia d’insolvenza

Il diritto europeo in materia d’insolvenza transfrontaliera è costituito dal regolamento (CE) n 1346/2000 relativo alle procedure d’insolvenza (il “regolamento sulle procedure d’insolvenza”), in vigore dal 31 maggio 2002. Il regolamento contiene norme in materia di competenza giurisdizionale, riconoscimento delle decisioni e legge applicabile, e stabilisce le modalità di coordinamento tra le procedure pendenti in più Stati membri. Esso si applica ove il debitore abbia beni o creditori in uno Stato membro diverso dal proprio.
Nel dicembre 2012 la Commissione ha presentato un pacchetto di misure per modernizzare tali norme sull’insolvenza (IP/12/1354, MEMO/12/969). Il 5 febbraio 2014, il Parlamento europeo ha votato a favore della proposta della Commissione, che deve ora essere approvata dai ministri in sede di Consiglio perché diventi legge (MEMO/14/88).
Parallelamente, nel luglio 2013, la Commissione ha lanciato una consultazione pubblica su un nuovo approccio europeo al fallimento delle imprese e all’insolvenza (IP/13/655), raccogliendo opinioni su questioni cruciali quali il tempo necessario per la liberazione dai debiti, le condizioni per l’apertura della procedura d’insolvenza, le norme sui piani di ristrutturazione e le misure necessarie per le PMI.

La raccomandazione in dettaglio

Gli obiettivi

(a) diminuire i costi della valutazione dei rischi connessi agli investimenti in un altro Stato membro;
(b) aumentare i tassi di recupero del credito;
(c) eliminare le difficoltà di ristrutturazione dei gruppi transfrontalieri di imprese;
(d) prendere misure adeguate ed efficaci a garanzia del recupero delle imposte, in particolare nei casi di frode, evasione o altro illecito.

Quadro di ristrutturazione preventiva

Con la nuova disciplina il debitore deve:
– poter procedere alla ristrutturazione in una fase precoce, non appena sia evidente che sussiste probabilità di insolvenza;
– mantenere il controllo della gestione corrente dell’impresa;
– poter chiedere la sospensione temporanea delle azioni esecutive individuali.

Il piano di ristrutturazione adottato dai creditori che rappresentano la maggioranza prescritta dal diritto nazionale deve essere vincolante per tutti i creditori, a condizione che sia stato omologato dal giudice.

I nuovi finanziamenti necessari per attuare il piano di ristrutturazione non devono essere dichiarati nulli, annullabili o inopponibili in quanto atti pregiudizievoli per la massa dei creditori.

La procedura di ristrutturazione non deve essere lunga né costosa e deve essere flessibile in modo che se ne possano eseguire più fasi senza l’intervento del giudice. Il ricorso al giudice deve limitarsi ai casi in cui è necessario e proporzionato per tutelare i diritti dei creditori e terzi eventuali.

Spazio ai negoziati

Il debitore deve poter avviare il processo di ristrutturazione dell’impresa senza dover iniziare ufficialmente un’azione in giudizio. Il giudice deve decidere in volta in volta se sia necessario nominare un mediatore – per assistere il debitore e i creditori nel condurre a buon fine i negoziati sul piano di ristrutturazione – o un supervisore – per sorvegliare l’attività del debitore e dei creditori e prendere le misure necessarie per tutelare i legittimi interessi di uno o più creditori o terzi eventuali.

Il debitore ha il diritto di chiedere al giudice di disporre la sospensione temporanea delle azioni esecutive individuali proposte dai creditori, anche titolari di un privilegio o di una garanzia, che potrebbero altrimenti ostacolare il piano di ristrutturazione. La sospensione non deve interferire con
l’esecuzione dei contratti in corso.
Tale sospensione deve essere assicurata nel caso in cui i creditori che rappresentano una parte significativa dei crediti potenzialmente interessati dal piano di ristrutturazione siano favorevoli ai negoziati per l’adozione di un piano di ristrutturazione, ed il piano di ristrutturazione abbia ragionevoli prospettive di essere attuato e di impedire l’insolvenza del debitore.
La durata della sospensione non deve superare 4 mesi, prorogabili a 12 purché siano dimostrati i progressi dei negoziati sul piano di ristrutturazione.

Piano di ristrutturazione

Il giudice deve poter omologare il piano di ristrutturazione senza indugi e, in linea di principio, con procedura scritta. Il piano deve presentare i seguenti contenuti:

(a) l’identificazione chiara e completa dei creditori che saranno interessati dal piano;
(b) gli effetti della ristrutturazione proposta su singoli crediti o categorie di crediti;
(c) la posizione dei creditori interessati in merito al piano di ristrutturazione;
(d) se del caso, le condizioni per i nuovi finanziamenti,
(e) la capacità del piano di impedire l’insolvenza del debitore e garantire la redditività dell’impresa.

I creditori interessati devono poter adottare il piano di ristrutturazione, che siano titolari o meno di una garanzia (i due gruppi andranno opportunamente distinti in altrettante classi).
Ad adottare il piano di ristrutturazione devono essere i creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti di ciascuna classe, prescritta dal diritto nazionale.
I creditori devono godere di condizioni di parità indipendentemente dal luogo in cui si trovano:
pertanto gli stessi devono essere autorizzati a votare con mezzi di comunicazione a distanza (tecnologie elettroniche sicure).

Omologazione

L’omologazione del giudice deve garantire che:

(a) il piano di ristrutturazione è stato adottato in condizioni che garantiscano la tutela dei legittimi interessi dei creditori;
(b) il piano di ristrutturazione è stato notificato a tutti i creditori potenzialmente coinvolti;
(c) il piano di ristrutturazione non limita i diritti dei creditori dissenzienti in misura superiore rispetto a quanto questi potrebbero ragionevolmente prevedere in assenza di ristrutturazione, se l’impresa del debitore fosse liquidata o venduta in regime di continuità aziendale, a seconda del caso;
(d) qualsiasi nuovo finanziamento previsto dal piano di ristrutturazione è necessario per attuare il piano e non arreca indebito pregiudizio agli interessi dei creditori dissenzienti.

Il diritto dei creditori ad opporsi al piano non deve sospenderne l’attuazione.

Nuovi finanziamenti

I nuovi finanziamenti, compresi i nuovi prestiti, la vendita di determinate attività a opera del debitore e la conversione in capitale dei debiti, concordati nel piano di ristrutturazione e approvati dal giudice, non devono essere dichiarati nulli, annullabili o inopponibili in quanto atti pregiudizievoli per la massa dei creditori.
I contributori dei nuovi finanziamenti concordati nel piano di ristrutturazione omologato devono essere esonerati dalla responsabilità civile e penale relativa al processo di ristrutturazione.

L’imprenditore in difficoltà deve essere ammesso al beneficio della liberazione integrale dai debiti oggetto del fallimento dopo massimo 3 anni a decorrere:

(a) nel caso di una procedura conclusasi con la liquidazione delle attività del debitore, dalla data in cui il giudice ha deciso sulla domanda di apertura della procedura di fallimento;
(b) nel caso di una procedura che comprenda un piano di ammortamento, dalla data in cui è iniziata l’attuazione di tale piano.

Alla scadenza del termine di riabilitazione, l’imprenditore deve essere liberato dai debiti senza che ciò comporti, in linea di principio, l’obbligo di rivolgersi nuovamente al giudice.

Contemporaneamente, occorre introdurre disposizioni rigorose per:

(a) dissuadere gli imprenditori che hanno agito in modo disonesto o in mala fede, prima o dopo l’apertura della procedura fallimentare;
(b) dissuadere gli imprenditori che non aderiscono al piano di ammortamento o ad altro obbligo giuridico a tutela degli interessi dei creditori;
(c) tutelare i mezzi di sostentamento dell’imprenditore e della sua famiglia, consentendo all’imprenditore di conservare alcune attività.

Attuazione della raccomandazione

Gli Stati membri sono invitati ad attuare i principi di cui alla presente raccomandazione entro 12 mesi dalla pubblicazione della raccomandazione, ovvero entro il 12 Marzo 2015.

Collegamenti

Raccomandazione del 12 Marzo 2014 su un nuovo approccio al fallimento delle imprese e all’insolvenza:
http://ec.europa.eu/justice/newsroom/civil/news/140312_en.htm
http://ec.europa.eu/news/business/140317_it.htm
http://ec.europa.eu/justice/civil/files/c_2014_1500_it.pdf (testo integrale)

Testo integrale della Raccomandazione su Slideshare:

Insolvenza: raccomandazione della Commissione UE in sintesi

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Insolvenza delle imprese: la Commissione Europea raccomanda la ristrutturazione precoce anziché il fallimento e la seconda possibilità per l’imprenditore onesto http://agevo-facile.blogspot.com/2014/03/insolvenza-delle-imprese-la-commissione.html

Parte Erasmus+: il programma UE per i giovani e la formazione finanzia, dal 2014, anche i progetti per lo sport. Info day il 4 Febbraio!

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IN EVIDENZA

Il 4 Febbraio 2014 si terrà a Bruxelles uno “Sport info day” organizzato dalla Commissione europea per informare i potenziali candidati circa il nuovo programma Erasmus Plus e le sue opportunità di finanziamento. L’evento può essere seguito in streaming all’indirizzo: 
http://ec.europa.eu/sport/events/2014/2014040-sport-info-day_en.htm

Erasmus+ in breve

Il nuovo programma Erasmus+ combina tutti gli attuali regimi di finanziamento dell’Unione nel settore dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport, compreso il programma di apprendimento permanente (Erasmus, Leonardo da Vinci, Comenius, Grundtvig), Gioventù in azione e cinque programmi di cooperazione internazionale (Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink e il programma di cooperazione con i paesi industrializzati).
Esso comprende inoltre per la prima volta un sostegno allo sport.



Con il programma integrato i richiedenti possono ottenere più agevolmente una visione d’insieme delle opportunità di sovvenzione disponibili, mentre altre semplificazioni contribuiranno a loro volta a facilitare l’accesso.
Erasmus+ viene avviato in un momento caratterizzato da importanti deficit di competenze in Europa.
La qualità e la pertinenza delle organizzazioni e dei sistemi europei d’istruzione, formazione e assistenza ai giovani saranno incrementate attraverso il sostegno al miglioramento dei metodi di insegnamento e apprendimento, a nuovi programmi e allo sviluppo professionale del personale docente e degli animatori giovanili, nonché attraverso una maggiore cooperazione tra il mondo dell’istruzione e il mondo del lavoro.
Il bilancio di 14,7 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 tiene conto delle stime future riguardanti l’inflazione e rappresenta un aumento del 40% rispetto ai livelli attuali. Finanziamenti addizionali dovrebbero venire stanziati per la mobilità nel campo dell’istruzione superiore e per la costituzione di capacità con il coinvolgimento di paesi terzi; le negoziazioni al riguardo saranno ultimate nel 2014.
Il programma è aperto ad organizzazioni che operano nel settore dell’istruzione, della formazione, dei giovani o dello sport. Le candidature per il finanziamento possono essere presentate online.
Le persone fisiche non possono presentare direttamente una domanda di sovvenzione, ma devono invece contattare la loro università, il loro college o la loro organizzazione, che effettueranno la domanda.
Nel 2014 Erasmus+ disporrà complessivamente di 1 miliardo e 800 milioni di euro per finanziamenti volti a:
– promuovere opportunità di mobilità per studenti, tirocinanti, insegnanti e altro personale docente, giovani per gli scambi di giovani, animatori giovanili e volontari;
– creare o migliorare partenariati tra istituzioni e organizzazioni nei settori dell’istruzione, della formazione e dei giovani e il mondo del lavoro;
– sostenere il dialogo e reperire una serie di informazioni concrete, necessarie per realizzare la riforma dei sistemi di istruzione, formazione e assistenza ai giovani.
I consorzi, le organizzazioni e i gruppi di coordinamento possono presentare un’unica candidatura a nome di più organizzazioni.
Per la prima volta saranno concessi finanziamenti non solo ad università e istituti di formazione, ma anche a nuovi partenariati innovativi, le cosiddette “alleanze della conoscenza” e “alleanze delle abilità settoriali”, che costituiranno sinergie tra il mondo dell’istruzione e quello del lavoro consentendo agli istituti d’istruzione superiore, ai formatori e alle imprese di incentivare l’innovazione e lo spirito imprenditoriale nonché di elaborare nuovi programmi e qualifiche per colmare le lacune a livello delle abilità.

Di seguito è disponibile una sintesi del primo Invito-Bando pubblicato nell’ambito di Erasmus+. 
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE 2013 — EAC/S11/13 

Diverse scadenze previste fra il 14 Marzo ed il 1 Ottobre 2014

1. Obiettivi

L’invito comprende le seguenti azioni del programma Erasmus+:

Azione chiave 1: Mobilità individuale ai fini dell’apprendimento:  
– mobilità individuale nel settore dell’istruzione, della formazione e della gioventù, 
– diplomi di laurea magistrale congiunti, 
– eventi di ampia portata legati al Servizio volontario europeo.

Azione chiave 2: Cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone prassi: 
– partenariati strategici nel settore dell’istruzione, della formazione e della gioventù,
– alleanze per la conoscenza,
– alleanze per le abilità settoriali,
– rafforzamento delle capacità nel settore della gioventù.

Azione chiave 3: Sostegno alla riforma delle politiche: 
– dialogo strutturato: incontro tra i giovani e i responsabili decisionali nel settore della gioventù.

Attività Jean Monnet: 
– cattedre, moduli, centri di eccellenza, sostegno alle istituzioni e alle associazioni, reti, progetti.

Sport: 
– partenariati di collaborazione nel settore dello sport,
– eventi sportivi a livello europeo senza scopo di lucro.  


2. Beneficiari

Qualsiasi organismo, pubblico o privato, operante nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport. 
I gruppi di giovani attivi nel settore del lavoro giovanile, ma non necessariamente nel contesto di un’organizzazione giovanile, possono inoltre presentare domanda di finanziamento sia per la mobilità ai fini dell’apprendimento dei giovani e dei giovani lavoratori sia per i partenariati strategici nel settore della gioventù. 

La partecipazione completa a tutte le azioni del programma è aperta ai seguenti paesi:

– i 28 Stati membri dell’Unione europea, – i paesi EFTA/SEE: Islanda, Liechtenstein, Norvegia,
– i paesi candidati all’adesione all’UE: la Turchia, l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia,
– la Confederazione svizzera.

3. Risorse disponibili

Il bilancio totale destinato al presente invito è stimato pari a 1.507,3 milioni di EUR, così suddivisi:

– Istruzione e formazione: 1 305,3 milioni di EUR
– Gioventù: 174,2 milioni di EUR
– Jean Monnet: 11,2 milioni di EUR
– Sport: 16,6 milioni di EUR

4. Termini per la presentazione delle domande

Azione chiave 1

Mobilità individuale nei settori dell’istruzione, della formazione e della gioventù (tutti)
17 marzo 2014

Mobilità individuale esclusivamente nel settore della gioventù
30 aprile 2014

Mobilità individuale esclusivamente nel settore della gioventù
1° ottobre 2014

Diplomi di laurea magistrale congiunti:
27 marzo 2014

Eventi di ampia portata legati al Servizio volontario europeo
3 aprile 2014

Azione chiave 2

Partenariati strategici nel settore dell’istruzione, della formazione e della gioventù (tutti)
30 aprile 2014

Partenariati strategici esclusivamente nel settore della gioventù
1° ottobre 2014

Alleanze per la conoscenza, alleanze per le abilità settoriali
3 aprile 2014

Rafforzamento delle capacità nel settore della gioventù
3 aprile 2014
2 settembre 2014

Azione chiave 3

Incontro tra i giovani e i responsabili decisionali nel settore della gioventù30 aprile 2014
1° ottobre 2014

Azioni Jean Monnet

Cattedre, moduli, centri di eccellenza, sostegno alle istituzioni e alle associazioni, reti, progetti
26 marzo 2014

Azioni nel settore dello sport 


Partenariati di collaborazione nel settore dello sport
15 maggio 2014

Eventi sportivi a livello europeo senza scopo di lucro
14 marzo 2014
15 maggio 2014

5. Presentazione delle candidature

Le organizzazioni sono invitate a presentare la domanda (nella maggior parte dei casi online) all’Agenzia nazionale del loro paese o all’Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura.

Elenco e riferimenti delle Agenzie attive in Italia:
http://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/national-agencies_it.htm#IT01

6. Informazioni dettagliate

Scarica la Guida al programma Erasmus+:


Erasmus plus-programme-guide en from Alberto Cardino – AGEVOFACILE


Focus sullo Sport


In ambito sportivo, il programma Erasmus+ si concentra nel 2014 su progetti transnazionali per sostenere gli sport amatoriali, contrastare partite truccate, doping, violenza e razzismo, promuovere il buon governo, la parità di genere, l’inclusione sociale e l’attività fisica per tutti.
E’ di 16,6 milioni di euro la quota dei finanziamenti destinata alle proposte nel settore dello sport. Le organizzazioni interessate possono proporre candidature online a partire dalla fine di gennaio: sul sito internet della Commissione europea le informazioni dettagliate e la guida per la presentazione dei progetti.
Il 4 Febbraio 2014 si terrà a Bruxelles uno “Sport info day” organizzato dalla Commissione europea per informare i potenziali candidati circa il nuovo programma e le sue opportunità di finanziamento. L’evento può essere seguito in streaming all’indirizzo: http://ec.europa.eu/sport/events/2014/2014040-sport-info-day_en.htm


Collegamenti:


Sito ufficiale di Erasmus Plus (IT):
http://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/index_it.htm

Agenzia nazionale per i giovani (alla quale è possibile presentare la domanda):
www.agenziagiovani.it/erasmusplus.aspx


Ufficio per lo Sport del Governo Italiano:
www.sportgoverno.it/archivio/notizie/pubblicata-la-guida-di-erasmus.aspx 

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