Riforma del bicameralismo perfetto: glossario critico della bozza Boschi

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Analizziamo assieme la Bozza 12/03/2014 del DDL costituzionale inerente superamento bicameralismo paritario, riduzione numero parlamentari, soppressione CNEL, revisione Titolo V.

GLOSSARIO CRITICO DELLA RIFORMA

ASSEMBLEA DELLE AUTONOMIE: è il nuovo nome attribuito al Senato. Mi chiedo: era necessario cambiare nome? “Senato” è evocativo della nostra storia antica ed è ancora utilizzato nella più grande potenza democratica, gli USA.

NAZIONE: è rappresentata dai Deputati (eletti dal popolo), ma non più dai senatori (oops, dai componenti della Assemblea delle Autonomie). Il fatto che non siano eletti insieme ai deputati basta, dunque, a diminuire la loro capacità rappresentativa? Spero di no; non vorrei che si avallasse formalmente la pratica, molto diffusa nel nostro clientelare Paese, di portare acqua al solo mulino (leggi paesello, città, provincia o regione) da cui si proviene.

VALUTAZIONE POLITICHE PUBBLICHE: è un concetto moderno (i soldi devono essere ben spesi) che finalmente entra in Costituzione proprio in capo all’Assemblea delle Autonomie, e si spera anche nella pratica amministrativa!

MODALITA’ DI ELEZIONE DEI MEMBRI ELETTIVI DELL’ASSEMBLEA DELLE AUTONOMIE: ?? Non ho capito. O meglio, avevo capito che il nuovo Senato fosse formato dai Presidenti di Regione, da due membri eletti da ciascun Consiglio regionale e da tre Sindaci eletti da una assemblea dei Sindaci di ciascuna Regione. Ma allora chi sono i “membri elettivi”?

VOTO LIMITATO: è quello che elegge i due consiglieri regionali per ciascuna regione da inviare a Roma. Confesso che non ne capisco il significato!

ILLUSTRARE LA PATRIA: l’avranno fatto i 21 senatori (pardon, membri della Assemblea delle Autonomie) eletti dal Presidente della Repubblica, che però non sono più “a vita” ma scadono dopo 7 anni.

DEPUTATI A VITA: sono gli ex Presidenti della Repubblica, che traslocano dall’ex Senato alla Camera dei Deputati.

COLLETTIVO: è l’esercizio della funzione legislativa da parte delle due Camere, ristretto però alle sole leggi costituzionali. La Camera dei Deputati “la fa da padrona” per le altre leggi.

FARRAGINOSA: è, secondo la mia opinione, la procedura con cui l’Assemblea delle Autonomie può essere coinvolta nella funzione legislativa spettante normalmente alla Camera.

GOVERNO: con la riforma potrà  chiedere alla Camera di “sbrigarsi” a deliberare.

FIDUCIA AL GOVERNO: con la riforma sarà appannaggio della sola Camera dei Deputati.

LEGISLAZIONE ESCLUSIVA DELLO STATO: è stata ri-allargata rispetto alla riforma del 2001. Le Regioni non han fatto, in effetti, una gran figura negli ultimi 13 anni. Anche se non bisogna generalizzare!

ABOLIZIONE PROVINCE: ancora se ne parla? Ma non era di competenza del DDL Delrio?

LEGISLAZIONE CONCORRENTE: puff, sparisce! Ora si parla di “rispettive competenze legislative”. Più politically correct?

PROGRAMMAZIONE STRATEGICA DEL TURISMO: è chiaramente attribuita allo Stato. Mi sembra cosa buona e giusta, non si può andare a fare marketing turistico in giro per il mondo a beneficio di….singole regioni (spesso misconosciute dagli utenti turistici!).

RIFORME ECONOMICO-SOCIALI: assurgono (pericolosamente, aggiungo io) a priorità ed “emergenza”: lo Stato può “fregare” la competenza regionale per realizzarle (così mi pare di capire). Sono in pratica assimilate alle “esigenze di tutela dell’unità”. Ma chi le valuta degne di essere realizzate?

COMPETENZA “A LA CARTE”: lo dico io riguardo ad un aspetto che non mi convince. Alcune funzioni normalmente statali possono essere delegate, anche per poco tempo, alle Regioni o ad alcune di esse. Troppa discrezionalità, a mio avviso! I cittadini di regioni diverse rischiano di non avere uguale trattamento da parte dello Stato! O mi sbaglio?

RIMBORSI: stop a quelli dei partiti nei Consigli regionali. Ottimo!

Scarica qui la bozza di riforma:
http://agevopinion.blogspot.com/2014/03/riforma-del-bicameralismo-perfetto.html

RIPRODUZIONE RISERVATA

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Pubblicati dal Governo i risultati di PARTECIPA!, consultazione pubblica sulle riforme costituzionali: OK al cambiamento, ma con cautela!

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Report finale PARTECIPA! sulla consultazione per le riforme costituzionali from Alberto Cardino – AGEVOFACILE

Personalmente (Alberto Cardino) vorrei esprimere, in forma di premessa, questo auspicio diretto in primo luogo ai governanti ed ai parlamentari: ANDATECI PIANO CON LA NOSTRA COSTITUZIONE, ricordatevi che questo Parlamento – chiamato ad approvare le riforme – e’ stato eletto con il “Porcellum”. Non rappresenta, quindi, la più qualificata rappresentanza del popolo italiano nè, tantomeno, una élite illuminata.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato sul proprio sito il Report con i risultati della consultazione pubblica sulle riforme costituzionali promossa dal Ministro competente.
La consultazione è stata articolata su due questionari di differente ampiezza e approfondimento: un “questionario breve” e un “questionario di approfondimento”. E’ stata, inoltre, organizzata una fase di dibattito online sulla piattaforma CIVICI.

Dati raccolti:

  • 131.676 questionari brevi validati, con l’aggiunta di 45.052 commenti testuali al questionario; 
  • 71.385 questionari di approfondimento validati, con l’aggiunta di circa 32.000 commenti testuali al questionario;
  • 595 proposte e 1763 commenti all’interno dello spazio di discussione pubblica, a cui si aggiungono le 27 proposte tratte dalla Relazione Finale della Commissione Riforme Costituzionali, anch’esse discusse dai cittadini. 

Alcune informazioni statistiche:

  • Partecipazione distribuita in misura omogenea tra i 18 e i 68 anni; 
  • 66% uomini, 34% donne; 
  • Titolo di studio: 43% diploma superiore, 32% laurea, 12% dottorato o master, 11% licenza di scuola media inferiore; 
  • Professioni: 21% impiegati, 15% pensionati, 14% funzionari, 11% studenti, 8% liberi professionisti.
LE PRINCIPALI INDICAZIONI DAI QUESTIONARI 
PARLAMENTARISMO O SEMI PRESIDENZIALISMO?
  • Il 26,3% dei rispondenti vuole mantenere lo status quo, mentre il 68,1% dei partecipanti ha voglia di cambiamento;
  • Tra chi ha voglia di cambiamento, il 29,1% rafforzerebbe i poteri del governo (parlamentarismo razionalizzato), il 39% vorrebbe l’elezione diretta del Presidente della Repubblica. Nel questionario di approfondimento, emerge invece che il 44% preferisce un sistema Semi-Presidenziale, mentre il 51,9% vorrebbe mantenere comunque una forma di governo di tipo parlamentare.

BICAMERALISMO PARITARIO

  • L’87,8% dei cittadini vuole il superamento del bicameralismo paritario;
  • Di questi, il 41,8% propone il monocameralismo e il 40% propone di differenziare sia le funzioni che la composizione del Senato. Dal questionario di approfondimento emerge che il 56% dei partecipanti preferirebbe un Senato composto da rappresentanti provenienti dagli Enti territoriali.

EFFICIENZA DEL PARLAMENTO 

  • Ridurre il numero dei parlamentari è considerato da 54% dei partecipanti di massima o alta priorità;
  • Poi riduzione di indennità e benefici accessori, miglioramento della qualità e della quantità e tempi di produzione delle leggi e trasparenza dell’operato del parlamento.  

STRUMENTI DI DEMOCRAZIA DIRETTA 

  • Il 69% dei cittadini vorrebbe che fossero introdotti meccanismi per agevolare il raggiungimento della validità del risultato del referendum abrogativo;
  • Per il 92% dei rispondenti le leggi di iniziativa popolare devono sempre essere discusse, anche se per il 38,5% occorre aumentare il numero minimo di cittadini che sottoscrivono la proposta;
  • Il 38,4% chiede che il referendum per confermare le modifiche costituzionali sia fatto in ogni caso (senza necessità di richiesta).

ORGANIZZAZIONE DEGLI ENTI LOCALI 

  • L’88,2% dei rispondenti al questionario breve ritiene che l’attuale organizzazione degli enti locali sia da modificare sostanzialmente; 
  • Il 36% dei rispondenti al questionario di approfondimento vorrebbe ridefinire l’assetto delle Regioni accorpandone alcunePROVINCE: 8% dei cittadini vuole mantenere l’attuale struttura, 16% vorrebbe ridurne il numero; 
  • Il 72% dei cittadini vorrebbe sopprimere le Province, trasferendone altrove le funzioni;
  • Il 65% dei rispondenti vorrebbe aumentare le materie di competenza esclusiva dello Stato. Tra le materie da attribuire alla competenza esclusiva dello Stato, netta prevalenza di Tutela della Salute, Tutela e sicurezza del Lavoro, Rapporti internazionali e con la Ue, Energia, Grandi reti di Trasporto e Istruzione (fatta salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche).
I PROSSIMI PASSI 
I risultati della consultazione pubblica sono stati consegnati alla Presidenza del Consiglio il 12 Novembre e, nei giorni successivi, consegnati e presentati insieme a questo rapporto al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Camera e Senato e ai presidenti delle Commissioni Affari Istituzionali. 
Il Ministro per le Riforme Istituzionali e il Governo si faranno carico di illustrare i risultati e collocare l’orientamento dei cittadini all’interno del percorso di riforme, insieme alla Relazione della Commissione Riforme Costituzionali, per permettere al Parlamento di prendere decisioni informate sulla base di un corpus completo di indicazioni. 
Partecipa! è stato immaginato per costituire il punto di partenza per un impegno di lungo periodo del Governo italiano verso politiche di “open government”.