Garanzia Giovani: incentivo INPS per assunzioni di NEET under 30

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Garanzia Giovani: bonus occupazione

Garanzia Giovani con il bonus occupazione premia i datori di lavoro che assumono, a partire dal 3/10/14, NEET under 30: incentivo INPS fra 1500 e 6000 euro

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Garanzia Giovani: le assunzioni effettuate dal 3/10/14 sono oggetto di incentivo INPS per i datori di lavoro

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AgevoBLOG – La piazza dei finanziamenti pubblici: Garanzia Giovani: le assunzioni effettuate dal 3/10/14 sono oggetto di incentivo INPS per i datori di lavoro.

La Regione Emilia-Romagna promuove la STAFFETTA GENERAZIONALE nelle aziende

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Scadenza del bando: 30 Giugno 2014

Con la Delibera n.1094/2013 la Regione Emilia-Romagna ha dato attuazione all’intervento “Staffetta generazionale”.

L’obiettivo è sostenere, con una formula unica, l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e l’attuazione di meccanismi di flessibilità positiva per i lavoratori maturi costretti a continuare a lavorare per gli effetti delle recenti riforme pensionistiche, favorendo in questo modo anche il sistema delle imprese nei processi di ricambio generazionale.

L’intervento prevede che:

  • il lavoratore maturo, a fronte del riconoscimento di un incentivo pubblico a titolo di contribuzione volontaria, chieda al datore di lavoro la trasformazione a tempo parziale del proprio contratto di lavoro fino alla data del pensionamento;
  • l’impresa assuma un giovane inoccupato o disoccupato di età superiore a 18 anni e fino a 29 anni compiuti, con un contratto a tempo pieno indeterminato, anche di apprendistato. L’impresa dovrà garantire inoltre il saldo occupazionale positivo fino al pensionamento del lavoratore maturo o, in caso di assunzione di apprendista, fino al termine del periodo formativo;

Per questo progetto vengono messe a disposizione risorse pari a 3 milioni di euro, stanziati dal progetto nazionale Welfare to Work per le politiche di reimpiego 2012-2014, che verranno utilizzati esclusivamente per l’integrazione contributiva a favore dei lavoratori che aderiscono all’iniziativa fino al raggiungimento certo dei requisiti pensionistici.

Requisiti delle imprese
Datori di lavoro privati che siano in regola con l’applicazione dei CCNL, della normativa in materia di contribuzione ed assicurazione obbligatoria, della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e delle norme in materia di diritto al lavoro dei disabili.

Requisiti dei lavoratori beneficiari dell’iniziativa
– Lavoratori di età superiore a 55 anni che raggiungano il diritto alla pensione in un arco di tempo da 12 a 24 mesi, occupati con un contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.
Giovani di età superiore a diciotto anni e fino a 29 anni compiuti, inoccupati o disoccupati ai sensi del D.lgs. 181/2000 e ss.mm.

Presentazione delle domande
Le domande, compilate nell’apposita modulistica, dovranno pervenire entro il 30 giugno 2014, al Servizio Lavoro della Regione Emilia-Romagna.

Per ulteriori informazioni, visita il sito della Regione

Per la presentazione della domanda di incentivo, puoi contattare Agevofacile

Al via il Piano italiano "Garanzia Giovani" nell’ambito della Youth Employment Initiative dell’Unione Europea

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Il Piano per la “Garanzia Giovani” è stato approvato il 30 Ottobre dalla Struttura di Missione istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (DL76/2013), cui partecipano il Ministero e le sue agenzie tecniche, il MIUR, il MISE, l’INPS, il Dipartimento della Gioventù, le Regioni e Province Autonome, le Province, le Camere di Commercio.
Il Piano definisce i principi e i criteri che regoleranno l’attuazione del programma “Garanzia Giovani”, la cui programmazione operativa verrà completata nelle prossime settimane.

Allo scopo di definire interventi efficaci e basati sulle migliori pratiche, il Ministro Giovannini sta incontrando i rappresentanti delle imprese, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni non-profit.

Coerentemente con la Raccomandazione Europea del 22 Aprile 2013, attraverso il Piano per la Garanzia Giovani l’Italia attuerà misure volte ad assicurare che i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni ricevano una formazione adeguata alle loro attitudini e vengano opportunamente sostenuti ed indirizzati verso il mondo del lavoro.

Il Piano italiano sarò rivolto, in particolare, ai giovani sotto i 25 anni che non lavorano e non studiano (NEET). A partire dal 2014 i giovani saranno coinvolti, tra l’altro, in attività di sensibilizzazione, informazione e orientamento fin dalle scuole, verranno rafforzate le azioni nei confronti di coloro che hanno abbandonato, o rischiano di abbandonare, la scuola, verrà garantito un colloquio personalizzato sulle prospettive di studio e di lavoro, non solo dipendente.

Con i fondi europei della Youth Employment Initiative e del Fondo Sociale Europeo saranno poi attivati percorsi di alternanza studio/lavoro, di avviamento al lavoro, di apprendistato, di tirocinio e di auto-imprenditorialità, in un quadro di forte collaborazione tra autorità nazionali, regionali e territoriali.

Approfondisci l’argomento e scarica il testo integrale del Programma Garanzia Giovani sul sito del Ministero del Lavoro

Finanziamento agevolato per nuovi macchinari: le novità del Decreto del fare (ante Cdm)

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Sono in ritardo con la lettura dei quotidiani…ora pubblico stralci di due articoli del Sole 24 Ore di Sabato 15 Giugno 2013. Trattano del “decreto del fare” e delle buone intenzioni dei maggiori Paesi europei per combattere la disoccupazione giovanile espresse durante il summit romano Job for Youth (si congettura di “mini bond” e prestiti della BCE per le PMI: non proprio una rivoluzione, direi!).

Mi gusto la suspence: sul comodino ho il Sole di domenica 16 Giugno 2013 (come fosse il numero successivo della Settimana Enigmistica, con le soluzioni dei rebus della settimana precedente).

La bozza del “decreto del fare” che sabato era in mano al giornalista sarà stata confermata dal Consiglio dei Ministri (Cdm) tenutosi lo stesso giorno?

Lo scopriro’ dopo il….sonnellino della domenica pomeriggio!

Il sonnellino è durato troppo….mi ritrovo al lunedì mattina (17 Maggio) con un cumulo non indifferente di quotidiani: cercherò di smaltirlo al più presto e di scrivere poi aggiornamenti in particolare sul:

Decreto del fare

(non percepite una eco berlusconiana in questo titolo? “L’imprenditore che guida il governo del fare…” e via sproloquiando? Ma no, non devo sempre essere così malizioso!)

Staffette, giovani e professoroni: elogio della rivoluzione generazionale

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ELOGIO DELLA RIVOLUZIONE GENERAZIONALE
Domenica scorsa ho letto su Repubblica un articolo di fondo di Tito Boeri che criticava la “staffetta” nelle aziende tra anziani e giovani, ventilata da più parti come misura da promuovere per combattere la disoccupazione giovanile.
L’economista spiegava che un anziano ancora in attività, lungi dall’essere un peso, costituisce invece un fattore di risparmio per lo Stato e per i contribuenti, senza contare che la sua esperienza e conoscenza può essere utilmente trasmessa sul posto di lavoro ai colleghi più giovani.
L’articolo assumeva talvolta toni ironici e sarcastici nei confronti degli attuali responsabili dei dicasteri di riferimento (Economia e Lavoro), entrambi non sospettabili di scarsa conoscenza delle discipline economiche.
Non contesto le tesi dell’economista, tuttavia non nascondo che i contenuti ed il tono dell’articolo mi hanno irritato. Come se, adesso, un opinion maker liberal riformista anti-establishment tendenza democrat pro-merito e pro-concorrenza fosse portato a smontare il giovanilismo imperante e la moda della rottamazione dei dinosauri.
Non parlo, appunto, di un economista iper-liberista e favorevole a qualsivoglia taglio alla spesa pubblica, ma di studiosi in genere attenti a non avallare la “macelleria sociale”.
Forse è proprio questo che mi ha irritato. Se gli autori fossero stati Giavazzi ed Alesina, me ne sarei sicuramente fatto una ragione.
I cosiddetti “giovani” (io raggrupperei nella definizione diverse generazioni, fino indicativamente ai 40 anni ma non oltre) in Italia sono costretti ad accettare condizioni di vita e di lavoro così vuote di futuro che i loro padri e le loro madri non le avrebbero mai accettate. Ai loro tempi il posto di lavoro a tempo indeterminato era la norma, lo standard, senza contare le innumerevoli deviazioni verso forme di assistenzialismo e clientelismo che ancora paghiamo (concorsi truccati, assunzioni guidate e raccomandate, baby pensioni, etc.).
Non esistono analogie con la situazione attuale, beffardamente causata da chi, spesso, ancora occupa le stesse posizioni privilegiate acquisite allora.
Data questa sconsolante realtà, forse che non c’è bisogno di una staffetta? Certo che ce n’è bisogno! Ma stiamo scherzando? Le supposte ragioni della teoria economica (il risparmio marginale per la collettività determinato dalla permanenza in azienda di un anziano) vengono propugnate da economisti di destra o di sinistra, liberisti o riformisti, keynesiani o samuelsoniani, krugmaniani o della scuola di Chicago, che non hanno mai azzeccato una – dico una – previsione in tutto il periodo precedente alla attuale lunghissima crisi strutturale mondiale e neanche nel mezzo. Da chi, di destra o di sinistra, in Italia continua da decenni (compresi gli anni di crisi) a percepire lo stipendio fisso di docente universitario cascasse il mondo, a prescindere da qualsiasi genialità o semplicemente conoscenza e abilità nel fare il proprio mestiere. Magari lo stesso studioso e opinion maker tuona contro le baronie universitarie, ma lo fa dall’interno. Esiste un abisso fra chi è dentro il sistema – tipicamente i “non giovani” – e chi ne è escluso – soprattutto i giovani. Temo che chi è dentro non capisca realmente la condizione di chi è fuori, anche se guarda a sinistra, strizza l’occhio alla meritocrazia – a parole, e solo per gli altri -, riempie la pagina con riferimenti all’economia sociale ed alle buone relazioni sindacali.
Temo che non la comprenda neanche chi ha figli “giovani”: forse per i propri ragazzi è ancora possibile qualche scorciatoia.
Nel nostro Paese c’è un problema generazionale grosso come una casa. Ci vuole una rottura. Ben venga la staffetta: per rassicurare gli economisti, a cui in fondo conviene che permanga  l’attuale stallo per poterlo combattere a parole, potrei facilmente sostenere che l’innesto delle nuove generazioni – choccante all’inizio – non potrà che determinare un aumento strutturale di produttività nel giro di qualche anno.
Forse potrei, tuttavia, accettare le loro filippiche e speculazioni se fossero così gentili da azzeccare non dico tutte, ma almeno una delle loro previsioni sull’uscita dalla crisi nazionale, continentale o mondiale (a scelta).