Basta austerità! Prodi incalza la Germania e gli altri Paesi UE: occorre cambiare la politica economica per sostenere la crescita

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Prodi a Parma ricorda Borri e parla di Europa

 

5 Giugno 2014

Romano Prodi oggi è a Parma, invitato dall’associazione Il Borgo e dalla Fondazione Andrea Borri per parlare di Europa. L’incontro, molto affollato, si svolge nell’aula magna dell’Università. La lezione del Professore ha la forma di una intervista, condotta da Franco Mosconi.

Le sue interessanti considerazioni, registrate da Belly su un taccuino, sono riportate di seguito in forma sintetica e per punti.

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Ricerca e innovazione: la Commissione UE semplifica e rafforza la concessione di aiuti di Stato alle imprese

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Fonte: pubblicazione Inforegio

AgevoBLOG – La piazza dei finanziamenti pubblici: Ricerca e innovazione: la Commissione UE semplifica e rafforza la concessione di aiuti di Stato alle imprese.

Da oggi si affianca al PIL un nuovo misuratore della crescita: il Gros Output (GO)

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Lenti ma significativi passi si stanno compiendo, nel Paese più ricco del mondo (USA), per superare una interpretazione dello sviluppo economico basata sui consumi (che influenzano fortemente la misurazione del Prodotto Interno Lordo, finora utilizzato come massima sintesi della crescita di una regione) ed includere nella sua misurazione altre variabili come il risparmio ed il valore prodotto dall’industria manifatturiera.

Non siamo ancora alla auspicata misurazione della qualità della vita e della felicità dei cittadini, da assumere come indicatori statistici dello sviluppo in sostituzione del PIL, ma un passo avanti è stato fatto: accanto al GDP (PIL in inglese), da ora le analisi econometriche USA (e quindi di tutto il mondo) utilizzeranno il Gros Output (GO).

Le PMI dei distretti e delle filiere produttive italiane potranno, quindi, vedere valorizzata la propria produzione anche dalle statistiche ufficiali: le politiche economiche potranno, infatti, concentrarsi maggiormente sull’offerta.

Si pensi, a tal proposito, alle potenzialità tuttora enormi del made in Italy e delle nostre eccellenze produttive, oltre che alla virtuosa propensione al risparmio – finora poco valorizzata dalla macroeconomia – delle famiglie e delle imprese italiane.

Potremmo anche scoprire che, seppur poco, negli ultimi anni la nostra economia è addirittura cresciuta e non affondata nelle sabbie mobili della recessione.

Fonte: Repubblica del 25/04/2014 (Federico Rampini)

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Il Sud traino del Paese?

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Oggi Valerio Castronovo sul Sole 24 Ore prospetta uno scenario controintuitivo: a differenza di quanto accaduto negli anni del boom, ora la ripresa economica dell’Italia, invece che dal Nord, potrebbe partire dal Sud. Il nostro Mezzogiorno ha, infatti,…

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Il Sud traino del Paese?

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Oggi Valerio Castronovo sul Sole 24 Ore prospetta uno scenario controintuitivo: a differenza di quanto accaduto negli anni del boom, ora la ripresa economica dell’Italia, invece che dal Nord, potrebbe partire dal Sud. Il nostro Mezzogiorno ha, infatti, molte risorse ancora lontane dall’essere valorizzate: dalle energie alternative al patrimonio culturale, dai piccoli borghi all’agroalimentare di qualità.

Sono d’accordo. Ma occorre mettere al lavoro i giovani di tutto il Paese. La nuova generazione, non solo quella nata al Sud – deve spendere le sue competenze per progettare lo sviluppo di un territorio che rappresenta un oceano di opportunità. Anche per il Nord.

Quanti sono i giovani milanesi o torinesi, con perfetto accento nordico, con i genitori o i nonni immigrati dal Sud negli anni cinquanta e sessanta? Proprio loro, assieme a chi abita tuttora il meridione, possono essere l’avanguardia di un grande programma italiano di sviluppo che faccia leva sulle nostre numerose risorse ancora inutilizzate.

Di una cosa sono certo: per uno scopo come questo, le energie e le competenze giovani non mancherebbero. Certo, andrebbero attratte e responsabilizzate. Ma il costo del recruiting di giovani creativi sarebbe, per lo Stato, infinitamente più basso di quello delle mancate opere promesse, degli sprechi e delle elargizioni clientelari.

Proviamoci!